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Park Aps, rubati 248 mila euro e nessun responsabile

Nell'arco di due anni dalle casse dei parchimetri di Aps sono spariti ben 248.553,94 euro. Di chi è la colpa? Non si sa

PADOVA. Un ammanco di migliaia di euro. E nessun colpevole. Ben 248.553,94 euro raccolti dai parcometri della città nell'arco di poco più di un biennio e finiti nelle tasche di chissà chi. Un «chi» destinato a restare ignoto. Per sempre. È l'incredibile conclusione della vicenda giudiziaria di cui è protagonista Aps Holding, società pubblica partecipata dal Comune di Padova (70%), dalla Finanziaria Aps spa (29%) e da ben dodici Comuni del Padovano. Nell'ordine i Comuni di Abano, Albignasego, Cadoneghe, Casalserugo, Cittadella, Legnaro, Limena, Noventa, Polverara, Ponte San Nicolò, Vigodarzere e Vigonza.

Nell'edizione di giovedì e domenica scorsi il mattino aveva dato conto della vicenda in seguito al rinvio a giudizio di un dipendente della società, Stefano Soffiato, per il reato di peculato: il lavoratore è accusato di essersi intascato 806,21 euro sottratti tra la fine di gennaio e i primi di febbraio 2009 in uno dei parchimetri che aveva il compito di svuotare, l'impianto numero 12 in via Scrovegni. Il processo è fissato per il 10 gennaio davanti al tribunale. In sede giudiziaria l'imputato ha sempre respinto le accuse anche se, convocato dai vertici della società prima di finire sotto inchiesta e senza assistenza legale, avrebbe fatto alcune ammissioni.

Tra il 4 e il 6 febbraio 2009, infatti, il responsabile del servizio parcheggi Davide Pacifico presenta alcune denunce ai carabinieri in merito alla sparizione di incassi. Denunce integrate da un'ulteriore e più completa querela depositata nel luglio dello stesso anno, firmata dal direttore generale di Aps Holding Umberto Rovini e redatta dal penalista Gianni Morrone. È da rilevare che tra il novembre e il dicembre 2008 gli uffici di Aps Parcheggi srl si trasferiscono da via Orlandini a via Rismondo 28 quando la srl è inglobata all'interno di Aps Holding e il settore (5 mila posti a raso e in strutture, presenti in città) viene riorganizzato.

A quel punto Aps Holding avvia una verifica sulla contabilità e i prelievi dai parchimetri, accertando l'ammanco-voragine di 248 mila euro. Soldi rubati senza che nessuno - per più di due anni - si sia mai accorto di nulla. Il fascicolo d'indagine su Soffiato, già aperto dal pubblico ministero Federica Baccaglini, si arricchisce di un nuovo e più sostanzioso capitolo. Già perché sembra inverosimile non sapere dove sono andati a finire quei 248 mila euro e più (con il vecchio conio quasi mezzo miliardo di vecchie lire).

Gli inquirenti avviano accertamenti, effettuando perquisizioni e sequestri. E anche interrogatori. È Davide Pacifico, responsabile del Servizio parcheggi, a ribadire quanto segue in un faccia a faccia con i carabinieri del 19 dicembre 2009: «Per effettuare qualsiasi prelievo dai parcometri è indispensabile l'utilizzo della cassetta definita e delle relative chiavi, altrimenti non è possibile prelevare il danaro... Le cassette sono 4, mentre per le chiavi non vi è un numero definito in quanto nel tempo sono state richieste copie per le rotture e fino al gennaio 2009 erano custodite all'interno del magazzino-spogliatoio, in via Orlandini 12, utilizzato pure dagli ausiliari del traffico... Fino al 9 febbraio 2009 le chiavi erano nella totale disponibilità sia delle persone preposte al prelievo sia degli ausiliari...».

Insomma in tanti potevano accedere al danaro contenuto nei parcometri. In più non c'era la registrazione del manutentore che, di volta in volta, eseguiva i prelievi. E nemmeno i manutentori avevano delle zone di esclusiva competenza. Così è calata la nebbia: impossibile per la procura ricostruire ogni passaggio del danaro. Fine dell'inchiesta. L'unico che rischia di pagare è Soffiato: per un «furto» di 806 euro. Ma
almeno - è lecito chiedersi - risponderà sul piano amministrativo quel funzionario o dirigente di Aps parcheggi che avrebbe dovuto garantire una corretta raccolta e gestione dei soldi prelevati dai parchimetri?

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