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Crisi senza uscita, giovane designer si uccide

Loris Piantella aveva 31 anni e abitava a Villa del Conte. Era un designer dinamico e creativo. Si è stretto una corta al collo e si è appeso. Lo hanno trovato i familiari nella rimessa dietro casa. Inutili tutti i tentativi di rianimarlo

VILLA DEL CONTE. Un altro suicidio. Ancora un giovane, ancora nell'Alta Padovana. Loris Piantella aveva 31 anni. Si è appeso una corda al collo, all'alba di ieri. Era un designer dinamico e creativo. Perché lo ha fatto? C'è un guazzabuglio, un dolore non articolabile, un mistero. Nessuno scritto, nulla di nulla. Ma se qualche parola si può strappare dal silenzio, se una spiegazione si può cercare, pare che il gesto sia riconducibile alla crisi economica: il lavoro che inizia a mancare, le opportunità che si restringono, la sensazione che non ci sia luce in fondo al tunnel. Loris lascia un bimbo di 9 anni, lo aveva avuto giovanissimo, poi con la madre il legame si era rotto; i rapporti rimasero buoni, il figlio è cresciuto un po' con mamma, un po' con papà.

Viveva in via Corse 37, a Villa del Conte, con la famiglia: papà Ezio, ora in pensione, dopo una vita a lavorare con un'azienda per conto della Telecom; mamma Daniela Gazzola, casalinga; Loris era il secondo di 3 figli, era arrivato dopo Patrizia, 32 anni, e Federica, 22. Sono stati i familiari a trovarlo ieri mattina. Hanno lanciato l'allarme, i sanitari del 118 hanno tentato l'impossibile, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. I carabinieri di San Martino di Lupari sono intervenuti solo per raccogliere testimonianze.

Patrizia, la sorella maggiore, ripercorre la mattina d'angoscia e di strazio. «Nostra mamma si è svegliata poco prima delle 7 e ha notato una luce accesa, nell'ufficio di Loris e nella rimessa, dove c'è il garage. La cosa l'ha insospettita, Loris non doveva lavorare ieri mattina. Si è accorta che non era a letto. Ci siamo tutti alzati, a cercarlo». Lo hanno trovato nel garage. Si era impiccato.

«Mio fratello era un libero professionista, aveva lo studio in casa; era riuscito a diplomarsi geometra facendo le scuole serali. Ha sempre fatto tante cose, gli piaceva l'arte, proprio pochi giorni fa era stato ad Asolo a scattare alcune foto, la fotografia era una sua passione». Cosa c'era che non andava? «L'ho visto sereno. Lo vedevamo tranquillo. Certo, era alla ricerca di una migliore situazione lavorativa. Ma di questo parlava, non teneva le difficoltà dentro, ce le raccontava». Il sito internet che descrive la sua attività si apre con un collage di ritagli: «Un racconto di passione, l'immaginazione e le parole sono le verità di arte e talento". Si firmava "LP" e si racconta: «Le mie passioni sono il mio lavoro».

Un designer, per la precisione un interior designer con esperienza decennale nella progettazione d'interni. L'attività è stata avviata ad aprile 2009. «Ho scelto di dar vita a questo studio perché credo nelle persone e nella positività, nelle capacità e nella creatività. Le ambizioni che mi hanno spinto in questa direzione sono molte ma più di tutte la voglia di cambiamento». Parole di slancio, di entusiasmo, una grande carica. E poi, ancora: «Noi progettisti, disegnatori creativi abbiamo la responsabilità morale di poter sensibilizzare e modificare gli stili di vita di molte persone, lavoriamo nella direzione delle nuove possibilità e della ricerca». C'era la voglia di andare oltre. Una speranza, quella di fare del proprio lavoro un motore per generare bellezza. Una speranza che forse è stata delusa. Qualcuno dice che nell'ultimo periodo Loris apparisse depresso. Il male oscuro avrebbe intaccato la sua
storia. Nonostante gli affetti, una bella famiglia. Ora si trova all'obitorio di Camposampiero, martedì il magistrato dovrebbe dare il nullaosta alla sepoltura. Il funerale sarà celebrato non prima di mercoledì.

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