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"Lui era steso per terra, rivolto verso la finestra. Lei sembrava dormisse"

Il racconto dell'artigiano che per primo è entrato nella villa della tragedia a Santa Giustina in Colle

S. GIUSTINA IN COLLE. Gianni Meneghelle quella scena non la dimenticherà mai. L'artigiano vicino di casa della famiglia Carraro è stato il primo ad entrare in casa di Ivetta. Passava in auto quando ha visto Rino e Maria Carraro battere sui vetri delle finestre e sulla porta.

«Ho capito che era successo qualcosa, poi Rino mi ha chiesto aiuto, perché lì non rispondeva nessuno». Meneghelle ha fatto il giro della casa per vedere se era possibile entrare. Ma tutte le finestre erano sbarrate. L'unica che non era chiusa dall'interno era quella della cantinetta, ma aveva la griglia a proteggerla.

Meneghelle ha svitato i 4 bulloni e staccato il telaio aprendosi un varco. «Sono saltato dentro e sono andato ad aprire il garage e il cancello per far entrare Rino e Maria. Poi sono corso al piano superiore, le luci erano accese. Per prima cosa ho visto le gambe di Alessandro e mi sono sentito mancare. Ho provato a scuoterlo, ho urlato, ma non rispondeva. Sono corso in cucina a vedere se i fornelli erano rimasti accesi, avevo paura che la casa scoppiasse. Ma tutto era a posto.
Nel frattempo i genitori di Alessandro avevano trovato il figlio».

Meneghelle è andato anche nella camera di Ivetta. «Era coperta, pareva dormisse, purtroppo non era così». Il letto di Alessandro era invece scoperto. «Lui era a disteso a terra, in pigiama, rivolto verso la finestra».

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