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Gas letale, zia e nipote uccisi nel sonno

La tragedia a Santa Giustina in Colle. Si tratta di Emma Carraro, 74 anni, e Alessandro Carraro, 20 anni. Lui si era fermato a dormire da lei perchè l'anziana donna non si sentiva bene

S. GIUSTINA IN COLLE. Lei è passata dal sonno alla morte, lui ha provato a reagire, prima di cadere a terra sfiancato dalle esalazioni di monossido di carbonio che hanno saturato il reparto notte. Alessandro Carraro, 20 anni, studente universitario di Geologia residente in via S. Antonio 28 a Santa Giustina in Colle ed Emma Iva Carraro, 74 anni, residente in via S. Antonio 30, detta «Ivetta» e chiamata amorevolmente «zia» (ma in realtà è la cugina del padre di Alessandro), sono stati trovati morti ieri mattina all'alba. Fatali le esalazioni della vecchia caldaia a metano installata in cantina, in barba alle norme di sicurezza. Ora i carabinieri della compagnia di Cittadella stanno cercando il libretto dell'impianto e il nome del tecnico che si è occupato della manutenzione. Sempre che ci sia stata.

L'ULTIMA SERA.
Lunedì sera Emma, per anni infermiera in un istituto di Marocco di Mogliano, aveva trascorso tre ore al pronto soccorso di Camposampiero. Una forte tachicardia l'aveva convinta a chiedere al nipote Marco Salviato un passaggio in ospedale. L'anziana è stata visitata dai medici e dimessa verso l'1.30. Alessandro Carraro, che abitava a cinque metri di distanza dalla villa dell'amata «zia», si è offerto di farle assistenza notturna. Prima di uscire ha lasciato un biglietto alla mamma: «Sono andato a dormire dalla zia. Ti chiamo io domani mattina».

L'ALLARME.
Ma verso le 8 di ieri mattina papà Rino, mamma Maria, ma anche il fratello Luciano e la sorella Laura, hanno deciso di andare a suonare al campanello della casa di Emma. Nessuna risposta e porta chiusa a chiave dall'interno. Con il cuore in gola hanno chiesto aiuto all'artigiano Gianni Meneghelle, che ha scardinato una finestra ed è entrato.

LA SCOPERTA.
Emma Carraro era stesa sul suo letto come se stesse dormendo, anche se in realtà il cuore non batteva più. Alessandro Carraro invece era nella stanza accanto, a due o tre metri dal letto, prono sul pavimento della camera. Immobile. Forse il giovane nel cuore della notte si è reso conto che qualcosa non andava e ha provato ad alzarsi, ad uscire da quella che era diventata una «camera a gas». Ma è stato tramortito dopo tre passi.

L'INDAGINE.
Secondo quanto rilevato dai vigili del fuoco di Padova la caldaia era stata installata negli anni '80. Un impianto vecchio, per cui la legge prevede l'installazione in ambienti esterni o ventilati. Il dubbio è che la manutenzione risalisse ormai a parecchi anni fa. Il monossido di carbonio è salito dal piano terra e ha invaso tutto il reparto notte: i pompieri hanno rilevato una concentrazione altissima di gas. I carabinieri nei
prossimi giorni potrebbero sequestrare le cartelle cliniche del pronto soccorso di Camposampiero, per capire se i sintomi avvertiti dall'anziana prima di ricovero possano essere compatibili con un principio di intossicazione.
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