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Applausi e petali di rosa per Paolo

Don Bizzotto tra la disperazione dei presenti: "Sforzatevi di sorridere". Messaggio della mamma di Elena: "Uniti nella preghiera"

BRUGINE. Un sorriso per salutare Paolo nel suo ultimo viaggio: è questo che don Albino Bizzotto ha chiesto ai genitori, alla moglie e ai parenti del ventunenne Sinti che ha perso la vita una settimana fa nel tragico incidente che ha provocato lanciandosi a folle velocità sulla strada dei Vivai, trascinando nel baratro della morte anche i giovani fidanzati Elena Pecin e Alex Biasin.

Don Bizzotto, che ha celebrato la messa insieme a don Giorgio De Checchi, il parroco di Sant'Anna, ha chiesto quasi con insistenza, quasi per esorcizzare il dolore e la disperazione impressa nei volti de familiari, di sorridere. La cerimonia funebre di Paolo Caldaras è iniziata qualche minuto prima delle 15: chiesa e sagrato presidiati con discrezione dai carabinieri, il feretro bianco coperto di fiori candidi e blu seguito da mamma Sonia, papà Roberto, i fratelli, le sorelle e la moglie Gioia, la comunità Sinti composta, persino i bambini, stretti al collo delle giovani madri, silenziosi e calmi.

Cerimonia in forma privata, come è stato deciso per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Mentre fuori violente raffiche di vento staccavano nuvole di foglie dagli alberi, i sacerdoti in chiesa cercavano di ricomporre il dolore e instillare la speranza nei cuori affranti dei familiari del nomade: «Ci dobbiamo aprire alla fede in questo rito cristiano che tanto avete desiderato - ha esordito don Giorgio ricordando le difficoltà incontrate nei giorni scorsi perché la messa potesse essere officiata in chiesa - sentitevi a casa vostra perché è così che vuole il Signore che tiene alle nostre vite sempre e comunque. Ci siamo parlati molto Sonia e Roberto, ci siamo detti parole di verità in questi giorni. Ricordiamo il grande dono che è la vita, apprezziamolo e valorizziamolo ogni giorno».

«Non c'è sofferenza più grande per dei genitori che piangere il proprio figlio morto - ha proseguito don Albino nell'omelia - a maggior ragione perché in questa tragedia le persone coinvolte sono tante. Ci sono i motivi per star male, anche perchè nasca in qualcuno il risentimento ma dobbiamo coltivare la fiducia che il Signore ci accoglie tutti nella sua misericordia. Voi dovete sentire ancora Paolo in mezzo a voi perché adesso vive nei vostri cuori. E anche se c'è la commozione, se le lacrime sgorgano spontanee e inarrestabili, sforzatevi tutti di salutarlo con un sorriso».

Terminata la cerimonia, la bara è uscita dalla chiesa sostenuta dai fratelli e dai cugini di Paolo, accolta da un applauso che si perdeva nel fragore delle campane e nel soffio gelido del vento che, senza tregua, spingeva nuvole scure per lasciar filtrare uno sprazzo d'azzurro. Il corteo, seguito da un'auto che trasmetteva musica gitana, allegra, si è avviato composto al cimitero. La bara è stata innalzata tre volte al cielo
e solo davanti all'entrata del camposanto i familiari hanno lanciato i fiori strappati alle decine di corone su cui avevano impresso, su grandi cuori colorati, il loro saluto e il loro ultimo abbraccio a Paolo.

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