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Due vite appese a un filo

Traumi gravissimi causati dall'auto-proiettile di Caldaras per Ennio Biasin e Cristina Lana, i genitori dei due ragazzi uccisi che erano con loro nella Citroen distrutta. La madre di Alex è stata operata per ridurre i traumi

PIOVE DI SACCO. Rimangono entrambi in coma farmacologico ed in prognosi riservata. Lui, Ennio Biasin, è ricoverato nella Rianimazione dell'ospedale di Piove di Sacco, lei, la moglie Cristina Lana, si trova nella terapia intensiva dell'azienda ospedaliera di Padova. Mentre le condizioni dell'uomo per l'intera giornata di ieri sono rimaste stabili, ma sempre gravissime, Cristina Lana nel pomeriggio è stata sottoposta a un intervento chirurgico all'addome. L'equipe di specialisti che domenica sera l'ha accolta in via Giustiniani ha deciso di operare la donna il prima possibile per tentare di riparare i danni riportati a seguito del tremendo impatto con la Bmw serie 1, guidata da Paolo Caldaras, ventenne zingaro senza patente. Primo obiettivo dell'equipe chirurgica, la risoluzione dei problemi toracico ed addominale. Almeno altrettanto grave il trauma cranico, che costringe i rianimatori a mantenere la donna in coma farmacologico.

Impossibile per entrambi i team di specialisti che stanno tentando di salvare Ennio Biasin, 48 anni, e Cristina Lana, 45 anni, formulare previsioni sull'evoluzione del quadro clinico a poco più di 48 ore dall'incidente automobilistico in cui sono rimasti coinvolti. Uno scontro che ha già un bilancio pesantissimo: tre morti, il figlio della coppia, Alex Biasin, 18 anni, la sua fidanzata, Elena Pecin, di 19, oltre al giovane sinti Paolo Caldaras, 21 anni. La tragedia ha avuto come teatro la strada dei Vivai.

Erano le 22 e 10: la Citroen C5 di Ennio Biasin, di Santa Giustina in Colle, su cui viaggiava la sua famiglia ed Elena Pecin, era diretta a Corte di Piove di Sacco. Stavano portando a casa la ragazza dopo una serata in pizzeria. L'auto è preceduta da una Peugeot con a bordo tre ragazzi di Chioggia (Simone Bonaldi, 27 anni, Mattia Tiozzo, 26 anni ed Alessandro Perini, 29 anni), e da un Ford Fiesta con a bordo due giovani di Arzergrande (Pier Maria Bissacco, 32 anni e Nicola Ruggiolo, 29 anni). Le tre auto stanno affrontando una semicurva quando all'improvviso dalla parte opposta arriva un'auto-proiettile. E' la Bmw di Caldaras sparata a 190 chilometri orari, che nel frattempo già aveva seminato il panico lungo le strade del Piovese: il missile colpisce di striscio la Peugeot e la Ford (il bilancio è cinque feriti lievi), per poi centrare in pieno la Citroen della famiglia Biasin.

Alex ed Elena muoiono sul colpo, così come il giovane zingaro, originario di Piove di Sacco. I genitori di lui vengono immediatamente trasferiti in ospedale. Lui a Piove di Sacco, lei a Padova, in azienda ospedaliera. Su entrambi i traumi sono pesantissimi: al
torace, all'addome, alla testa. Stabilizzati, vengono trasferiti nelle rispettive rianimazioni in prognosi riservata. Le loro condizioni sono gravissime. I medici non si sbilanciano: troppo presto per delineare l'evoluzione dei rispettivi quadri clinici. Entrambi restano in serio pericolo di vita.

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