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Nomade senza patente si schianta a 190 all'ora: tre morti

Una Bmw impazzita centra tre auto lungo la strada

dei Vivai a Piove di Sacco: muoiono il conducente, un ragazzo ventenne giostraio che guidava senza patente, e una coppia di ragazzi: Elena Pecin, 19 anni di Corte di Piove di Sacco e Alex Biasin, 18 anni di Santa Giustina in Colle. Erano in macchina con i genitori di lui, gravemente feriti
PADOVA. Alex Biasin, 18 anni, di Santa Giustina in Colle ed Elena Pecin, 19 anni, di Corte di Piove di Sacco si volevano bene davvero. Da due anni si frequentavano. Lei ogni weekend lo raggiungeva a Santa Giustina, anche perché faceva la catechista nella parrocchia di Fratte. Lui, studente modello, giocava a volley.

Alex ed Elena non ci sono più. Sono stati ammazzati domenica sera a Sant’Angelo di Piove da uno zingaro, Paolo Caldaras, 21 anni, di Piove di Sacco che, senza patente, si è a sua volta ucciso a bordo di una Bmw (di una congiunta e regolarmente assicurata), che si è schiantata a 190 km/h contro l’auto dei due giovani guidata dal padre di Alex, Ennio, 48 anni, ricoverato in gravissime condizioni a Piove, così come moglie, Cristina Lana, 45 anni, ricoverata in fin di vita a Padova. Uno schianto incredibile che ha lasciato sull’asfalto altri cinque feriti lievi. Cinque giovani che si trovavano a bordo di due auto che precedevano la Citröen di Biasin.

Oggi gli esami tossicologici e l’alcol test dovrebbero svelare se Paolo Caldaras era ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti. O se le cause della strage sono da addebitare soltanto ad una bravata assassina. Il giovane sinti - stanno accertando gli investigatori - prima di mettersi alla guida avrebbe passato in rassegna alcun bar del Piovese, consumando alcolici insieme al cognato (alle 20,40 erano al B69 di Legnaro come dimostra la telefonata ai carabinieri che denuncia due giovani che molestano la clientela).

Tutto succede in un lampo, domenica sera alle 22,15. Un’ora prima, infatti, dopo la partita e la pizza con la squadra di volley in un locale di Chiesanuova a Padova, Alex sale, con la sua Elena, nella Citröen di papà Ennio, e, insieme a mamma Cristina, si accinge ad accompagnare la fidanzata a casa.

Nel frattempo, a Legnaro, Paolo Caldaras trascorre la serata a locali insieme al cognato Manolito Millas, 30 anni, (figlio di Frida Crovi), giovane sinti sottoposto alla sorveglianza speciale (deve rincasare prima delle 22). I due viaggiano tutta la sera a bordo di una Bmw serie 1 del 2005, intestata alla compagna di Manolito, Federica Hudorovic, residente con il compagno a Legnaro in via Vittorio Emanuele II 86.

Non avendo entrambi la patente, per tutta la sera è sempre Paolo Caldaras a mettersi alla guida (il permesso di guidare gli è stato ritirato per alcol nel febbraio del 2009 e revocato un mese dopo). Poco prima delle 22, Paolo Caldaras riaccompagna a casa Manolito e decide di farsi un altro giro sul bolide.

Ore 22: mancano pochi minuti alla tragedia. Paolo Caldaras è un missile nella notte. I carabinieri sono sulle sue tracce da quasi un’ora. Da quando, cioè, un automobilista - alle 21,15 - viene superato vicino al centro commerciale Piazzagrande lungo la Piovese da una Bmw che viaggia a folle velocità in direzione Piove di Sacco. L’auto, per i carabinieri è intestata a una sinti di loro conoscenza. Ma al volante c’è il cognato che non si trova né a Legnaro né nel quartiere Sant’Anna dove risiede.

FOTO La scena dell'incidente

Ore 22.10: la Citröen di Ennio Bordin viaggia lungo la strada dei Vivai in direzione di Corte di Piove di Sacco. E’ preceduta da una Peugeot con a bordo tre ragazzi di Chioggia (Simone Bonaldi, 27 anni, Mattia Tiozzo, 26 anni, e Alessandro Perini, 29 anni), e da un Ford Fiesta con a bordo due giovani di Arzergrande (Pier Maria Bissacco, 32 anni e Nicola Ruggiolo, 29 anni). Le tre auto stanno affrontando una semicurva quando all’improvviso dalla parte opposta arriva un’auto-proiettile. E’ la Bmw di Caldaras. Il giovane, ha appena incrociato una pattuglia dei carabinieri in via Scardovara a Sant’Anna e senza alzare il piede dall’acceleratore imbocca la strada dei Vivai. I carabinieri lo perdono
e si mettono a cercarlo. A metterli sulla pista giusta una telefonata: schianto lungo la strada dei Vivai. Quando arrivano sul posto sembra l’apocalisse. Due morti a terra, nove feriti di cui uno morirà poco dopo.

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