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Evasione e crisi: finti fallimenti e vita da nababbi

Ecco l’elenco delle quattordici aziende scovate dalla guardia di finanza. Evasione e crisi: svuotavano le casse e spostavano i capitali all’estero. In un anno hanno perso il lavoro 225 dipendenti

PADOVA.  Sono stati soprannominati i «furbetti ad un passo dalla bancarotta». Sono imprenditori che dichiarano fallimento per appropriarsi delle disponibilità finanziarie della loro società. Sedici di questi «furbi» hanno messo sulla strada ben 225 lavoratori.
Il nucleo tributario della guardia di finanza di Padova, nell’arco del 2009, ha accertato infatti 15 casi di imprese ricorse in modo fraudolento alle procedure fallimentari.

IL FENOMENO
. Approfittano della crisi, svuotano le aziende di tutti i beni, spostano i capitali all’estero e infine dichiarano il fallimento. Fingono di essere stritolati dalla crisi e avendo già spostato altrove il denaro, dichiarano fallita l’azienda anche se il bilancio è sano. Tutto ovviamente a danno dei dipendenti e delle casse dello Stato. Il fenomeno è in costante ascesa. A fronte di molte imprese messe in ginocchio dal crac economico, non mancano quelle che vengono fatte saltare ad arte dagli stessi titolari. Per questo motivo la guardia di finanza ha deciso di alzare le barricate, predisponendo controlli mirati a questo preoccupante fenomeno.

LE INDAGINI
. Il nucleo di polizia tributaria diretta dal maggiore Antonio Manfredi, nel 2009, ha segnalato alla procura fatti di bancarotta fraudolenta che hanno coinvolto ben 16 imprenditori riconducibili a 15 imprese di Padova e provincia. I finanzieri sono riusciti a contestare attività di destabilizzazione del patrimonio aziendale per materializzare un’insolvenza nei confronti dei creditori: per un ammontare complessivo pari a 11 milioni di euro. I 16 imprenditori della provincia segnalati all’autorità giudiziaria rischiano fino a dieci anni di reclusione.

LE VITTIME
. A farne le spese, oltre alle casse dello Stato e degli altri creditori, sono ben 225 lavoratori che si sono trovati di punto in bianco disoccupati. Tali risultati vanno inquadrati nell’ambito dell’intensificazione dell’attività svolta dalla Finanza a tutela del mercato e dell’economia. «L’azione non si arresta qui - assicura il comandante provinciale, il colonnello Ivano Maccani - sono in corso ulteriori filoni investigativi e, nel 2010, resterà alta l’attenzione su tale fenomeno».

I FURBETTI. Ci sono aziende della fiorente Alta padovana, ce ne sono altre della Bassa, ma anche del Piovese, dei Colli e pure della città. Piccole realtà, ma anche grandi imprese, con decine di dipendenti. Nell’Alta padovana c’è la Confezioni Lactotex di Cittadella, la Eurogroup Sas di San Giorgio delle Pertiche, la Emmebi Sas di San Martino di Lupari e la New Edil Gamba di Vigonza. Due casi sono stati individuati nella zona dei Colli: la Rolling Silver Snc e la Meggiorin G. di Cervarese Santa Croce. Tra Bassa e Piovese sono state «pizzicate» la Sydel Srl e la Decorado Sas di Piove di Sacco, il negozio Giò Pesca di Solesino. Mentre tra Padova e cintura ci sono la Impianti Speciali Srl e la Infosys Srl di Noventa Padovana, e la Mec Events Srl e la C.P. Srl di Padova.

LE COMPETENZE
. Non è semplice rilevare questo genere di irregolarità. Servono finanzieri preparati e capaci di analizzare bilanci, movimenti finanziari e conti
correnti bancari. Capaci cioè di leggere le dichiarazioni di fallimento aziendale, di comprendere il tenore di vita degli imprenditori falliti ma anche dei loro famigliari. Il tutto per arginare il fenomeno della bancarotta fraudolenta, che minaccia di essere assai più diffuso di quanto non sembri.

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