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La delegazione con il sindaco Bertipaglia in Vaticano

Benedette dal Papa le galline con il ciuffo
Trionfante incontro in piazza San Pietro

Le due coppie di pennuti donate al Pontefice razzoleranno nei giardini di Castelgandolfo. Santificata pure la Madonnina destinata al capitello

Trema la voce dall’emozione al sindaco Olindo Bertipaglia nel raccontare l’incontro con papa Benedetto XVI cui sono state portate in dono due coppie di galline, razza Polverara. «E’ stata una cosa incredibile, difficile da rendere con le parole» ha commentato il primo cittadino. Mentre i galli col ciuffo animavano piazza San Pietro col loro canto, il Papa ha assicurato che i pennuti ricevuti in omaggio finiranno nei giardini vaticani di Castelgandolfo. E il capo dei Sampietrini, gli organizzatori delle udienze papali, si è bevuto in diretta l’uovo appena fatto dalla gallina Polverara. La giornata di ieri è iniziata all’alba per la comitiva di Polverara, partiti alle 5.30 dalla casa delle suore che li ospitavano.

«Siamo arrivati senza problemi - racconta Bertipaglia - perché avevamo studiato l’itinerario per evitare i divieti imposti dalle misure di sicurezza in vista dell’arrivo del presidente Bush. Siamo stati alla messa nelle grotte vaticane di fronte alla tomba di papa Giovanni Paolo II e alle 8 eravamo già in piazza San Pietro. Abbiamo chiesto di poter iniziare subito ad allestire il nostro pollaio: gli organizzatori ci hanno indicato dove sistemarlo, a ridosso del palco dove poi si è seduto il Papa. Alla nostra comitiva è stata assegnata la prima fila dell’ala destra del sagrato, quella che a cui il Pontefice si è poi avvicinato. Ci ha impiegato più di un’ora a nominare tutti i gruppi presenti arrivati da tutto il mondo. Quindi è sceso per i saluti. Quando si è avvicinato a me - ricorda il sindaco - mi sono sentito salire un’emozione incredibile dentro. Ho stretto la mano al Papa inginocchiandomi e mi sono presentato come sindaco di Polverara.

Gli ho mostrato la statua della Madonna da benedire, aggiungendo che abbiamo commissionato il progetto per la realizzazione del capitello all’università di Padova e per il quale saremo lieti di avere un suo suggerimento. Il Pontefice - prosegue Bertipaglia a ruota libera - ci ha garantito il suo interessamento dicendoci di inviare il materiale al cardinal Bertone. A questo punto gli ho detto delle galline. Benedetto XVI è parso stupito e mi ha chiesto il motivo di questo dono. Ho spiegato che si tratta del prodotto più importante del nostro territorio e in quel momento, mentre il Papa ammirava i pennuti nel pollaio, una gallina ha fatto l’uovo. Ha detto che sono animali molto belli e che sono destinati ai giardini vaticani dove potranno razzolare in libertà. Ha benedetto tutta la comitiva e anche un gallo che riporteremo con noi a Polverara e che ci auguriamo sia di buon auspicio per l’intero paese».

Benedetto XVI è quindi salito sulla «papamobile» e si è allontanato passando tra due ali di folla festante. «Quando è arrivato il camioncino scortato dalle guardie svizzere per portare via i doni - aggiunge il sindaco sorridendo - il capo dei Sampietrini ha infilato una mano nel pollaio e ha preso l’uovo della nostra gallina. Gli ha dato un colpetto con la nocca della mano e se l’è bevuto d’un fiato. “Uova così è difficile trovarne in giro, sono come quelle che ha mia mamma a casa”, ha detto e ci ha regalato uno splendido sorriso». Ebbri di emozioni e orgogliosi per l’incontro con il Papa, sindaco e concittadini hanno lasciato intorno all’una piazza San Pietro. E dopo una fugace rifocillata sono ripartiti.


La gallina di Polverara è un simbolo delle tradizioni e del mondo agricolo padovano, che effetto vi fa vedere che è entrata con tutti gli onori in Vaticano? Alla gallina, di Polverara o Padovana, è legato qualche vostro ricordo particolare? Mandate il vostro messaggio

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