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Telecamere e vigilanza contro i furti

«Servono maggiori controlli, ma sono contrario alle ronde»

SAONARA. La videosorveglianza del territorio sta per diventare realtà. Il Comune di Saonara ha infatti deciso di partecipare al bando regionale, in scadenza il 15 luglio, per l’assegnazione di contributi agli enti locali che realizzano progetti finalizzati alla legalità. Ma altre novità sono in cantiere in tema di sicurezza: a parlarne è Daniele Albertin, 43 anni, in forza ad Alleanza nazionale, titolare della nuova delega alla Sicurezza e di quella Politiche Sociali. «Le telecamere da sole ...

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SAONARA. La videosorveglianza del territorio sta per diventare realtà. Il Comune di Saonara ha infatti deciso di partecipare al bando regionale, in scadenza il 15 luglio, per l’assegnazione di contributi agli enti locali che realizzano progetti finalizzati alla legalità. Ma altre novità sono in cantiere in tema di sicurezza: a parlarne è Daniele Albertin, 43 anni, in forza ad Alleanza nazionale, titolare della nuova delega alla Sicurezza e di quella Politiche Sociali. «Le telecamere da sole non bastano - precisa subito Albertin - il nostro progetto prevede un coordinamento con i Comuni di Legnaro e Polverara per il monitoraggio costante dei filmati, accessibili anche alle forze dell’ordine. Poi abbiamo intenzione di far pattugliare in orario notturno le strade del paese ad un istituto di vigilanza. Stiamo anche pensando a istituire il «vigile di prossimità»: uno o magari più agenti che terrebbero sotto controllo una zona più ampia del classico quartiere».

Sulle ronde invece l’assessore pronuncia un «no» categorico. «Le ronde secondo me rappresentano un grave segnale d’allarme per le istituzioni - commenta - Un’amministrazione può al limite prendere atto che dei cittadini le stanno attuando: ma trovo inaudito arrivare ad organizzarle». E per il nuovo assessore fra la sicurezza e la prevenzione del disagio sociale il passo è molto breve. «Credo che le mie deleghe siano l’una il prolungamento dell’altra - spiega - secondo me sicurezza non vuol dire solo repressione del crimine; nel comune deve esistere una rete di strutture che diano delle risposte al disagio sociale». Alquanto ambizioso il progetto globale: avviare tra i più giovani un processo di educazione alla legalità e alla convivenza civile coinvolgendo parrocchie, scuola e associazioni. «Vorrei poi creare luoghi di incontro dove i ragazzi possano confrontarsi tra di loro - continua Albertin - oppure con adulti che magari hanno già superato i loro stessi problemi». In merito invece a provvedimenti più immediati, l’intenzione di Albertin è quella di potenziare l’assistenza domiciliare per gli anziani. «E poiché le risorse a bilancio sono striminzite - conclude - voglio fare affidamento sul volontariato locale. I volontari sappiano che non li lasceremo soli».