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Tasse, tredici giorni alla resa dei conti fiscale

Convegno del Circolo delle libertà del Cittadellese con le categorie economiche

 CITTADELLA. La scadenza fiscale è imminente, ma forse mai sgradita come quest’anno. Il conto alla rovescia viene «celebrato» stasera con una tavola rotonda, alle 21, in Villa Rina. «3 luglio 2007: 13 giorni al pagamento delle tasse» è il titolo. Ci saranno Moira Scalco, presidente del Circolo delle libertà del Cittadellese, il sindaco Massimo Bitonci e il consigliere regionale di Forza Italia e sottosegretario alla presidenza della giunta, Leonardo Padrin. Alla tavola rotonda interverranno Maurizio Francescon, direttore Confesercenti di Padova, Fernando Zilio, presidente Ascom Padova, Antonio Campagnolo, presidente Upa Cittadella, Damiano Gottardello, consigliere provinciale, Piero Zorzato di FI e i sindaci di Fontaniva e Tombolo, Marcello Mezzasalma e Franco Zorzo. A moderare il dibattito, ci sarà Omar Monestier, direttore del «Mattino di Padova». Il Circolo delle libertà del Cittadellese è stato «battezzato» dallo stesso Padrin poche settimane prima delle elezioni amministrative nella città murata, ed ha formalizzato la frattura interna agli azzurri cittadellesi. Da una parte i padriniani, scesi in campo al fianco del sindaco uscente e riconfermato, Bitonci; dall’altra, il coordinamento comunale, che fa capo al coordinatore provinciale degli azzurri, Stefano Svegliado.

Non può essere quindi che Padrin a spiegare il senso del countdown fiscale, promosso «per ribadire la contrarietà del centrodestra e delle categorie produttive nei confronti degli studi di settore e degli “indici di normalità economica”». Ovvero delle novità della stagione fiscale 2007. Un’occasione anche per tornare a parlare di «federalismo fiscale». «Andiamo a interpretare - questo il Padrin pensiero - un disagio diffuso, che parte da un Veneto che ha sempre pagato le tasse, ed ora viene trattato da evasore. E’ il disagio di chi ha sempre osservato la legge, di chi è sempre stato scrupoloso, e che ora si chiede: dove ho sbagliato?». Padrin non evoca «scioperi fiscali», né sale sul Carroccio riprendendo il collaudatissimo «basta tasse, basta Roma», ma insiste sul disagio. «Non è possibile: chi ha sempre pagato le tasse viene trattato come il peggiore degli evasori». Una situazione che ripropone la cosiddetta «questione settentrionale». Un problema di scarso peso nel dibattito politico dopo le ultime amministrative, che secondo diversi analisti avrebbero sancito perlomeno una difficoltà
del governo a parlare con la parte produttiva del paese, con il nord. Una difficoltà di dialogo che è, essenzialmente, fiscale. «Questo è un problema più complesso - osserva il consigliere regionale - E’ il problema di un governo incapace, essenzialmente, di parlare con chi non lo ha votato».

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