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"Niente gelato ai razzisti". Gelataia si rifiuta di servire Salvini

Milano, dopo l'episodio la ragazza non lavora più nel locale. "Ma non l'abbiamo licenziata, è stata lei ad andarsene". E su Facebook esplode la polemica mentre il leader del Carroccio ironizza: "Anche in gelateria è colpa di Salvini. Fiordilatte e fragola se i compagni permettono..."

Milano, gelataia si rifiuta di servire Salvini. Il datore di lavoro: ''Se n'è andata via di sua volontà'' Nadia, una ragazza 20enne che da una decina di giorni prestava servizio in prova alla gelateria "Baci Sottozero" di Piazzale Siena a Milano, si è rifiutata di servire Matteo Salvini che martedì 20 marzo si era presentato nel negozio. "Quando il segretario della Lega stava per effettuare l'ordinazione - racconta Simone Sassone, figlio della titolare della gelateria, Rosaria Di Stefano - Nadia si è rifiutata di servirlo e ha chiamato una collega perché lo facesse al posto suo. Quando le abbiamo spiegato che non poteva fare così, si è tolta il berretto e se ne è andata" di Francesco Gilioli

MILANO. "Io non servo i razzisti". Con questa ragione una ragazza di 20 anni che lavora in prova in una gelateria di Milano si è rifiutata di servire il gelato al segretario della Lega Matteo Salvini, martedì 20 marzo. E per questo motivo non lavora più nella gelateria Baci Sottozero in piazzale Siena a Milano, anche se la ricostruzione dell'accaduto è controversa.

"È stata licenziata" dopo la telefonata di Salvini alla gelateria, secondo un post su Facebook pubblicato da una donna che si è qualificata come madre della ragazza. Una versione smentita dal titolare del locale: Salvini non si sarebbe accorto di nulla se l'episodio non fosse approdato sui social, la discussione è avvenuta tra colleghi mentre il leader del Carroccio veniva servito da un altro dipendente. A smentire la telefonata è lo stesso Salvini, che ironizza: "Anche in gelateria è colpa di Salvini. Fiordilatte e fragola se i compagni permettono...".

Non ci sarebbe stato inoltre alcun licenziamento. "Durante la discussione - spiega la direzione della gelateria sempre su Facebook - si è tolta la divisa e se n'è andata abbandonando il posto di lavoro a metà turno esclamando cose che poco hanno a che vedere con il nostro lavoro. Inoltre non c'è stato alcun licenziamento. Da noi può essere servito chiunque con qualunque ideologia politica o culturale e quando la cosa è stata fatta notare alla signorina lei se n'è andata lasciando i suoi colleghi e il posto di lavoro".

 

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