Quotidiani locali

Facebook, dati rubati per fare voti. Spunta un partito italiano

50 milioni di profili Facebook nelle mani di Cambridge Analytica. Crollo in Borsa Sospetti su elezione Trump e Brexit. Inventore dell’app-spia: «Pronto a parlare»

ROMA. C’è un partito italiano tra i clienti di Cambridge Analytica. È la stessa società inglese, ora accusata di aver rubato 50 milioni di profili da Facebook per influenzare le elezioni negli Usa e in Gran Bretagna, ad affermare sul proprio sito di essere stata ingaggiata nel 2012 da un “partito italiano che vanta i suoi ultimi successi negli anni ’80” e che grazie alla società avrebbe ottenuto risultati, al di là delle sue aspettative. L’ad Alexander Nix aveva già ammesso di aver lavorato con politici italiani, senza rivelarne il nome, ma ora dopo le due inchieste giornalistiche condotte da The Guardian e dal The New York Times rivelano ben altro. Lo scandalo avrebbe infatti svelato che Facebook si sarebbe trasformato in un teatro di guerra informatica per minare il processo democratico, negli Stati Uniti ed in Europa. Tante le ipotesi sul misterioso cliente italiano. «L’identikit farebbe pensare alla Lega», ha azzardato il deputato del Pd Anzaldi. Potrebbe però essere Aleksandr Kogan, il giovane accademico russo-americano inventore della app-spia, a svelare il nome del partito visto che ieri ha proclamato: «Sono pronto a parlare con l’Fbi». Il fondatore e ad di Facebook, Mark Zuckerberg invece resta in silenzio davanti al mondo.

Insorge il Parlamento europeo, mentre in America politici di entrambi gli schieramenti chiedono che Zuckerberg venga ascoltato dalla Commissione Giustizia affinchè spieghi da quando la società sapeva degli abusi che la Cambridge Analytica (venerdì è stato chiuso il profilo) avrebbe commesso mentre era il motore della vittoriosa campagna elettorale di Trump. Lo scandalo arriva direttamente alla Casa Bianca. Steve Bannon capo della campagna elettorale di Trump nel 2016, nel 2014 dirigeva la Cambridge Analytic e per le elezioni assoldò la stessa società pagandola milioni di euro per i servizi forniti. Un ingranaggio perfetto. Ma anche a Londra vogliono sentirlo visto il presunto coinvolgimento della società nel referendum che ha portato alla Brexit. Il titolo in Borsa è crollato a -7%, il calo più consistente dal 2012.

Il meccanismo utilizzato da Cambridge Analytica si basava su un’applicazione chiamata “Thisisyourdigitallife” presentata agli utenti del social come uno strumento per ricerche psicologiche. Scaricata, la app ha consentito, attraverso le posizioni geografiche, le pagine seguite, i contenuti su cui l’utente metteva “mi piace” di accedere ai loro dati e a quelli degli amici ed inviare così contenuti specifici con l’obiettivo di condizionare l’opinione pubblica. Questa l’idea dei manager: «Convincere qualcuno a votare un partito non è molto diverso da convincerlo a comperare una marca di dentifricio».

Christopher

Wylie, il dipendente della società che ha rivelato al New York Times il gigantesco furto di profili Facebook per fini elettorali ha spiegato così il motivo per cui ha preso quella decisione: «Le regole per loro non contano nulla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik