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Vaccini. La Ue attacca i no-vax: "Responsabili morali dei bambini morti"

Il commissario alla Salute: «Che vadano a visitare le tombe» Il rapporto europeo: in Italia preoccupa diffusione morbillo

BRUXELLES. Nuovo affondo dell’Unione europea nei confronti dei movimenti no-vax: «Bisogna parlare della responsabilità morale di queste persone», ha attaccato il commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis, invitando chi non vuole i vaccini a «visitare le tombe dei bambini morti». A dare il “la” a una vera e propria requisitoria del commissario europeo è stata una domanda durante una conferenza sullo stato dei sistemi sanitari dell’Ue. «Questi non sanno ciò che fanno», ha accusato il commissario lituano, medico cardiologo, non nuovo a dure prese di posizione contro i movimenti che rifiutano le vaccinazioni e, così facendo ha detto, «ci portano decenni indietro, all’età della della pietra».

Il rapporto pubblicato dalla Commissione europea con l’Ocse, mette in evidenza che in Italia negli ultimi anni c’è stata una riduzione delle vaccinazioni. Per questo, secondo lo studio, nel 2016-2017 «si è verificata una preoccupante epidemia di morbillo», con un totale di 865 casi nel 2016 e 2.851 casi registrati fino a giugno 2017. «I vaccini – ha sottolineato Andriukaitis – sono uno dei più efficaci strumenti di prevenzione, non c’è nessuno che lo metta in dubbio a livello scientifico». Per questo, «se i genitori non capiscono ciò che fanno, i governi sono obbligati a intervenire per garantire la salute dei bambini» come prevede come prevede anche la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia. Non è mancato un risvolto di polemica politica italiana. Qualcuno ha tentato di mettere in relazione il discorso di Andriukaitis con presunte posizioni del Movimento 5 Stelle. Ma lo stesso gabinetto del commissario, in una lettera inviata all’eurodeputato M5s Piernicola Pedicini, ha smentito che Andriukaitis abbia «menzionato o alluso a qualsiasi movimento politico in Italia o in altri Stati membri».

La discussione ha finito per mettere in secondo piano i risultati peraltro positivi del rapporto sulla sanità nazionale. Una promozione per l’Italia, dove l’aspettativa di vita è tra le più alte dell’Ue e il consumo di tabacco e alcolici inferiore alla media europea. Anche se – tra le note
negative – l’obesità infantile è in aumento. Dallo studio è emerso che nel nostro Paese la spesa sanitaria pro-capite è più bassa del 10% rispetto agli altri Paesi e che, sebbene molti servizi siano gratuiti, le spese vive sono più alte soprattutto a causa di farmaci e cure dentistiche.

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