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Lavoro, poveri e statali: ecco la manovra

Stop all’Iva, resta il superticket ma Gentiloni apre a Mdp. Tutte le misure: dagli sgravi per le assunzioni ai bonus giardini

ROMA . «Niente lacrime e sangue. Ma un intervento per sostenere la crescita e la stabilizzazione finanziaria del Paese». Paolo Gentiloni firma l’ultima legge di bilancio della legislatura (20 miliardi, dei quali 15 solo per scongiurare l’aumento dell’Iva) rivendicando l’impegno in favore di lavoratori, imprese e famiglie. Il premier, che si è appellato al senso di responsabilità del Parlamento («Credo che questa manovra sia una tappa molto importante nella strada che l’Italia sta facendo e confido nel sostegno della maggioranza», ha spiegato con implicito riferimento a Mdp), ha sottolineato il fatto che le tasse non aumenteranno.

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Di «punto di svolta» ha parlato Pier Carlo Padoan. Il ministro dell’Economia ha centrato l’attenzione sul consolidamento della finanza pubblica. «Il deficit scende così come il debito» ha ricordato il numero uno di Via XX Settembre garantendo che privatizzazioni e dismissioni, non inserite nel provvedimento, non sono un capitolo chiuso. «Ci saranno decisioni che saranno rese note a tempo debito» ha specificato Padoan.

Le ultime ore prima di scoprire le carte sono servite al governo per calibrare meglio il pacchetto di misure. A cominciare dal taglio del cuneo fiscale. Tutto confermato: prevista una decontribuzione fino al 50% (l’aliquota scende dal 33 al 16%) per tre anni per i giovani assunti a tempo indeterminato under 29 ma all’ultimo momento Palazzo Chigi, dopo l’ok di Bruxelles, è riuscito a portare fino agli under 35, ma solo per il 2018, la soglia delle assunzioni incentivate. C’è una copertura di 338 milioni per questa operazione e il governo punta a 300mila nuove assunzioni stabili. Sempre in tema lavoro, prevista anche la proroga di un anno per la cassa integrazione straordinaria con dotazione di 100 milioni di euro.

Nutrito il pacchetto Welfare: conferma per i 600 milioni che saranno destinati a finanziare il reddito di inclusione e le misure per la lotta alla povertà mentre per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego che servono a garantire 85 euro di aumento ai 3,2 milioni di statali la dote è di 2,6 miliardi. Previsto anche un aumento degli stipendi dei presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici, e quelli dei professori. Il ministro Padoan, a sorpresa, ha anche annunciato l’assunzione di 1.500 ricercatori dell’Università. «Dopo molti anni si tratta di linfa vitale: il Paese può investire in capitale umano» ha detto il titolare del Tesoro.

Quanto all’industria (conferma di superammortamento e iperammortamento, ma l’aliquota scende dal 140 al 130% e credito d’imposta per la formazione), il capitolo vale 10 miliardi di euro.

In tema tasse, conferma per la cedolare secca del 10% sugli affitti. E, sempre in tema fiscale, arriva una detrazione d’imposta del 36% per le spese effettuate sulle pertinenze di fabbricati di qualsiasi genere, relativi alla sistemazione a verde di aree scoperte (terrazzi e giardini) delle case private e dei condominii. La manovra 2018 conferma il sismabonus introdotto lo scorso anno estendendolo anche alle case popolari. Viene garantito anche l’ecobonus per l’efficientamento energetico, mentre sarebbero ancora in campo, anche se in corso di valutazione tecnica, le detrazioni fiscali per gli abbonamenti dei mezzi pubblici.

Altra novità dell’ultim’ora: la manovra lancia l’asta delle frequenze per il 5G, la nuova tecnologia ultraveloce. L’asta dovrebbe essere fissata a breve con un prezzo di 2,5 miliardi di euro. Il tema previdenziale, invece, ha allargato la distanza tra governo e sindacati. L’esecutivo ha chiuso ogni spiraglio alla richiesta di uno stop all’aumento dell’età di vecchiaia collegato all’aspettativa di vita previsto per il 2019. «C’è una legge in vigore» ha tagliato corto il premier Gentiloni. E dunque fra 14 mesi il requisito per andare a riposo salirà di 5 mesi raggiungendo quota 67 anni. I sindacati hanno preannunciato forme di protesta niente affatto soddisfatti delle agevolazioni concesse alle lavoratrici madri (sconto contributivo di sei mesi per figlio ma con un massimo di due anni) per l’accesso all’Ape sociale.

Sanità: niente da fare per il taglio del superticket da 10 euro («Una scelta dissennata» ha protestato M5S) per le ricette su diagnostica e specialistica.

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