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Minerale e birra, torna il vuoto a rendere

Nella fase sperimentale coinvolti esercenti volontari. Il sistema permette il riciclo e fa risparmiare

ROMA . Per anni il “vuoto a rendere” è stato più un modo di dire che non una norma regolamentata. Quasi una moda, risalente a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80, quando la stragrande maggioranza dei contenitori venduti da negozi di alimentari, bar e ristoranti era in vetro, prima che bottiglie di plastica e lattine di alluminio prendessero il sopravvento. In pratica l’utente, se acquistava una bottiglia di acqua, generalmente in vetro, una volta bevuta poteva restituirla al commerciante, vedendosi restituire a sua volta una piccola somma di denaro. Oggi, grazie a un decreto del ministero dell’Ambiente, torna nella nostra quotidianità: un anno di sperimentazione su base volontaria del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi, bar, ristoranti e altri punti di consumo. L’esercente potrà così riutilizzare fino a oltre 10 volte il contenitore già utilizzato, mentre il consumatore da parte sua riceverà dai 5 ai 30 centesimi, in una scala di contenitori che va da 0,20 a 1,5 litri.

L’Italia dunque compie un nuovo passo avanti verso l’economia circolare con una esperienza già sperimentata con successo da altri Paesi europei, come la Germania, capofila del vuoto a rendere, dal momento che nel 1991 l’ha disciplinato, obbligandolo. Negli anni a seguire anche Danimarca, Finlandia e Svezia.

Non solo Europa però, perché un sistema di vuoto a rendere è già attivo da oltre 30 anni anche negli Stati Uniti, pur nella particolarità della cultura americana: il cannering, ovvero la pratica – regolata dal 1983 da una legge statale nota come Bottle Bill – di raccogliere bottiglie e lattine di vetro, plastica e alluminio, per rivenderle a centri specializzati a pochi centesimi. Un sistema che negli anni è cresciuto fino a diventare una fetta consolidata del recupero dei rifiuti statunitense.

Adesso quindi, anche il nostro Paese si dota di un provvedimento sul tema del vuoto a rendere. Come funziona è semplice: gli esercizi commerciali che aderiscono alla fase sperimentale del progetto esporranno un simbolo ad hoc, così che possano essere riconosciuti. Sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riciclo e diminuire la produzione dei rifiuti è il principale obiettivo. Al momento il decreto fa rientrare nei vuoti a rendere solamente acqua minerale e birra. Tra un anno si potranno tirare le somme su un progetto
che ha tutte le caratteristiche necessarie per essere vincente: aiuta l’ambiente rispettando tutti i dettami su economia circolare e green economy, produce meno rifiuti, fa risparmiare soldi e al tempo stesso li fa guadagnare. Di questi tempi non è poco.

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