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Pediatria d'urgenza: ecco come salvare i bambini nelle calamità naturali

Pediatria d'urgenza: ecco come salvare i bambini nelle calamità naturali

A Foligno dal 5 al 7 ottobre il XIII congresso nazionale Simeup. Il presidente Lubrano: "Bisogna preparare la popolazione a salvare i più piccoli"

FOLIGNO. Dopo gli ultimi, drammatici eventi sismici che hanno coinvolto il centro Italia, la Simeup (Società di medicina d'emergenza e urgenza pediatrica) ha scelto Foligno come sede del proprio Congresso Nazionale. Obiettivo: manifestare alla popolazione colpita la vicinanza del mondo ospedaliero e accademico e fare il punto sulle maxi emergenze pediatriche in caso di terremoto. Nella splendida cornice dell’Auditorium San Domenico, dal 5 al 7 ottobre i maggiori esperti italiani nel campo dell’emergenza ospedaliera e pediatrica hanno portato i loro contributi sul tema della gestione delle maxi emergenze, con un pensiero speciale al terremoto che più volte ha colpito e devastato la regione ospitante.

“L’argomento è generico ma estremamente attuale: tra tifoni, uragani e attacchi terroristici, le maxi emergenze ci vedono da sempre poco preparati, soprattutto per quel che riguarda i bambini, rispetto ai quali l’emergenza è doppia”, spiega Roberta Petrino di Eusem (European Society For Emergency Medicine - eusem.org ), una delle relatrici della tavola rotonda dedicata appunto a “Emergenze e maxi emergenze dal territorio all’ospedale: un percorso assistenziale basato sulle evidenze”.

“In caso di calamità naturali di questa portata, le categorie più a rischio sono ovviamente le più deboli: bambini e anziani – spiega Riccardo Lubrano, presidente Simeup– e, dato che il nostro tema sono i bambini, non potevamo non centrare il congresso su questo. Il titolo scelto serve a focalizzare l’attenzione su un fattore importante: le emergenze cominciano prima di tutto sul territorio e poi, nei casi più gravi, si spostano in ospedale. Quando ci sono popolazioni terremotate, le masse vanno prima di tutto selezionate attraverso il triage, ed è dunque importantissima l'azione dei servizi territoriali, ovvero di tutti coloro che intervengono nelle situazioni di maxi emergenza”.

“Intervenire in un’area rurale con gravi emergenze – continua Lubrano - non è uno scherzo, e se il terremoto avviene in inverno, con neve e condizioni climatiche particolarmente avverse, è ancora peggio. Dunque la prima cosa da chiedersi è: il Paese è realmente preparato? Ci sono singole aree, strutture, persone, depositi di farmaci adatti a far fronte alle primissime ore post-sisma, in attesa dei soccorsi? Se si rompe un acquedotto, se una madre non ha latte per il bambino, c’è modo di far fronte all’emergenza? In molti Paesi stranieri le città e i piccoli centri possiedono depositi dove vengono conservate le scorte fondamentali: acqua, farmaci di base, farmaci tarati sulla popolazione che vive nella zona (per diabetici, malati rari, etc), coperte termiche. Non è facile combattere il fenomeno naturale, così come non è facile affrontare il trauma post-terremoto e i suoi danni psicologici: di questo e molto altro parleremo durante il congresso Simeup”.

Una sessione è stata infine dedicata alla prima edizione dei Pediatric Simulation Games, con premiazione della squadra vincitrice, e rappresenterà un momento di confronto tra Simeup, docenti universitari e specializzandi, così da analizzare l’effetto dell’iniziativa sulla formazione dei futuri pediatri.

“I nostri servizi finora, in caso di emergenza, hanno agito bene, dando un buon esempio – precisa Lubrano – ma si può e si deve fare di più e meglio: ecco perché durante il congresso faremo il confronto con realtà “estreme” come quella del sistema di emergenze in Russia: riporteremo l’esperienza di chi lavora in Siberia, ovvero in posti talmente difficili da raggiungere che solo con una grande preparazione è possibile intervenire”. Puntare in alto, dunque, imparando dai maestri, con l’obiettivo di salvare più vite possibile. Perché l’emergenza più drammatica è da sempre l’impreparazione.

“L’organizzazione della gestione della maxi emergenza nel territorio russo – spiega Ugo Loaisa, della cattedra di anestesiologia e terapia intensiva dell’università statale russa di medicina Pirogov - è sotto la direzione di una struttura nazionale di medicina della catastrofe, costituita da un’unità operativa di medicina della catastrofe del ministero della sanità, da un’unita del ministero della

difesa e da un’unità del ministero della protezione civile. La gestione nazionale passa attraverso un processo di coordinazione basato su filiali organizzate su tutto il territorio russo a diversi livelli (interregionale, regionale, locale), con una forte verticalizzazione della direzione”.

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