Quotidiani locali

Vai alla pagina su Benessere
Morto dopo trapianto di cuore. I medici: Organo sano

Morto dopo trapianto di cuore. I medici: "Organo sano"

L'espianto al San Raffaele di Milano, il decesso al San Camillo di Roma. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta. L'ipotesi è di un errore medico consumato al San Raffaele. Il ministro Lorenzin annuncia verifiche. I medici respingono le accuse

Morto dopo trapianto, medici del San Camillo di Roma: ''Il cuore del donatore era perfetto'' Il direttore generale del centro di cardiochirurgia dell'ospedale San Camillo di Roma, Francesco Musumeci, difende l'operato del suo team e quello dei colleghi milanesi in merito alla vicenda del paziente morto 48 ore dopo il trapianto di cuore. "Il donatore godeva di ottima salute e aveva 46 anni e non 61 come leggiamo su alcuni articoli - osserva -. I medici del San Raffaele hanno dimostrato che le sue coronarie erano normali. Il cuore è stato sottoposto anche a una valutazione ecocardiografica che ha evidenziato la perfetta condizione dell'organo". E ancora: "La valutazione fatta dall'équipe del San Raffaele ha visto l'organo nel momento dell'espianto e il cuore era perfettamente funzionante". H24immagini di Iacopo Altobellimontaggio Simone Taddei

"Il cuore del donatore era perfetto". I medici dell’ospedale San Camillo di Roma si difendono in una conferenza stampa dalle accuse mosse dopo la morte di un paziente cui era stato trapiantato l'organo 48 ore prima e dall'ipotesi di un errore medico. "Era un paziente critico, un uomo di 61 anni, diabetico, più volte ricoverato per scompenso cardiaco grave. Le complicanze del trapianto, che purtroppo possono avvenire - spiega il direttore dell'unità di cardiochirurgia del San Camillo, Francesco Musumeci - non sono dovute al cuore trapiantato". "Si può ricorrere a  donatori marginali per prendere l'organo e salvare il paziente - aggiunge -. Ma in questo caso era tutto perfetto, tutto il percorso era stato monitorato, a partire dall'individuazione del donatore".

Morto dopo trapianto di cuore malato, Lorenzin: "Inaccettabile, verifiche immediate" "Attiveremo immediate procedure di verifica e controllo per scoprire se c'è stata una falla e dove è stata": lo annuncia la ministra della Salute Beatrice Lorenzin a Circo Massimo su Radio Capital in merito al decesso di un uomo all'ospedale San Camillo di Roma in seguito al trapianto di un cuore malato proveniente dal San Raffaele di Milano. "E' un fatto gravissimo e singolare per un sistema di trapianti come quello italiano - prosegue la ministra -, con il Centro Nazionale Trapianti abbiamo una procedura di massima sicurezza considerata tra le migliori del mondo"

Poche ore prima il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ai microfoni di Radio Capital aveva parlato di "vicenda gravissima". "Facciamo trapianti in tutto il mondo, siamo leader. Attiveremo le prcedure - ha detto - È tragico e inaccettabile, agiremo di conseguenza".

La vicenda si consuma tra Milano e Roma. Secondo quanto riportato da Repubblica l'uomo è morto all'ospedale San Camillo dopo aver ricevuto un cuore malato invece che uno sano, appartenente a un paziente deceduto per infarto. L'organo era stato espiantato all'ospedale San Raffaele di Milano, cui sarebbe spettato l'onere della valutazione medica sulla sua idoneità. Il paziente in attesa sarebbe stato chiamato "mentre era in villeggiatura con alcuni parenti" ed era in attesa di trapianto per problemi cardiaci "talmente gravi che i medici gli hanno dato al massimo un anno di vita". Il donatore, un uomo di 50 anni che aveva dato il suo consenso all'espianto degli organi, aveva avuto un attacco cardiaco, a Milano. Era morto nonostante i tentativi di salvarlo. Il trapiantato muore due giorni dopo l'operazione per insufficienza cardiaca. Parte la denuncia dei familiari.

La procura apre un fascicolo per omicidio colposo, trasmesso poi a Milano per competenza territoriale: "L'errore medico (questa l'ipotesi) si sarebbe consumato al S. Raffaele". Il tempo trascorso dal decesso all’invio del procedimento per competenza territoriale è stato impiegato dalla procura capitolina per conoscere gli esiti di una consulenza medico legale da cui sarebbe emersa una inidoneità del cuore ad essere trapiantato in un paziente di 60 anni. L’ipotesi sostenuta dagli inquirenti romani è che il decesso dell’uomo possa essere dovuto a un errore dell’equipe medica milanese che aveva ritenuto il cuore compatibile con il paziente in lista di attesa.

I medici del San Camillo respingono le accuse, parlano di un fulmine a ciel sereno, ribadiscono la correttezza dell'iter seguito. Francesco Musumeci ribadisce che il cuore trapiantato al 60enne "era in condizioni perfette, sano e con tutti i parametri per poter essere essere impiantate", sostiene che quanto riportato dai quotidiani in merito è "totalmente falso". Aggiunge di non aver ricevuto nessuna comunicazione dall Procura.

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics