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'Ndrangheta, blitz in Lombardia e Calabria. In manette il sindaco di Seregno

Edoardo Mazza ai domiciliari con l'accusa di corruzione: avrebbe favorito gli affari con un imprenditore legato alle cosche. Coinvolte nell'operazione le province di Monza, Milano, Pavia, Como e Reggio Calabria, 27 le misure cautelari

'Ndrangheta, le intercettazioni del maxi blitz: "Vogliono fare San Luca a Milano" Le intercettazioni e i filmati dei carabinieri che hanno eseguito 27 misure cautelari per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale. Ai domiciliari anche il sindaco di Seregno, Edoardo Mazza, di Forza Italia

MILANO. Il sindaco di Seregno (Monza e Brianza) Edoardo Mazza è stato sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Milano contro un’articolazione della ’ndrangheta in Lombardia.

Mazza è coinvolto nel filone d’inchiesta della procura di Monza relativo anche a presunte interferenze di un imprenditore legato alla ’ndrangheta nelle elezioni comunali a Seregno. Mazza, avvocato civilista, 38 anni, è stato eletto nel 2015 coi voti del suo partito, Forza Italia, e quelli della Lega. Il sindaco è accusato di corruzione per i suoi rapporti caratterizzati da presunti reciproci favori con l’imprenditore edile di Seregno il cui ruolo sarebbe stato decisivo per l’elezione di Mazza.

Molto attivo sul suo profilo Facebook, dove postava "dirette" settimanali per parlare con i suoi concittadini, dopo lo stupro di Rimini si era mostrato con una forbice in mano. «Se fossi il genitore di quella ragazza, altro che forbice vorrei utilizzare», diceva nel filmato.

'Ndrangheta, arrestato il sindaco di Seregno: live su Fb forbici in mano contro gli stupratori Il sindaco di Seregno Edoardo Mazza finito ai domiciliari per corruzione per i suoi rapporti con un imprenditore ritenuto legato alle cosche calabresi durante una delle sue dirette Facebook, appuntamento settimanale con i sicttadini. Dopo lo stop per l'estate, si era presentato con una forbice per commentare lo stupro e l'aggressione avvenuti a Rimini. "Questo è lo strumento che molti vorrebbero utilizzare per punire gli animali che hanno compiuto questo efferato delitto. L'ultima diretta è stata dedicata al tema della sicurezza e del bisogno dei cittadini di essere "supportati da uomini in divisa", di cui ha detto di aver parlato con carabinieri e polizia locale

L’articolazione della ’ndrangheta in Lombardia controllava un traffico di cocaina e intratteneva contatti con esponenti della politica in un sistema di scambio di favori che avrebbe interferito anche nell’elezione di un sindaco. Sono le conclusioni di un’indagine dei carabinieri del Comando provinciale di Milano, che hanno eseguito all’alba tre diversi provvedimenti giudiziari di misure cautelari personali nei confronti di 27 persone.

L’operazione ha interessato le province di Milano, Monza e Brianza, Como, Pavia e Reggio Calabria. A firmare le ordinanze restrittive, il Gip di Milano, Marco Del Vecchio, su richiesta del procuratore aggiounto Ilda Boccassini, e dei sostituti della Dda Alessandra Dolci e Sara Ombra, e il Gip di Monza, Pierangela Renda, su richiesta dei Pm Luisa Zanetti, Salvatore Bellomo e Alessandra Rizzo della Procura brianzol. Si tratta di 21 procedimenti di custodia in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 misure interdittive della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio.

'Ndrangheta in Lombardia, procura di Monza: "Mantovani indagato per corruzione" Sono in tutto 27 le misure cautelari emesse dai gip di Milano e Monza in una inchiesta che tocca due ambiti, quello del traffico di droga ed estorsioni e quello politico. Agli arresti domiciliari il sindaco di Seregno. Come ricostruito dai pm, vi era un vero e proprio "mondo di mezzo” capace di collegare 'ndrangheta e potere politico istituzionale. Come ha sottolineato il procuratore della Repubblica di Monza, Salvatore Bellomo: “A Seregno ne erano a conoscenza tutti e da tempo, altro che mafia silente, questo tipo di corruzione mina il senso di democrazia”. Infine, in merito alle indagini a carico dell’ex vicepresidente della Regione Lombardia di Forza Italia, Mario Mantovani, ha aggiunto: “È indagato per ipotesi di corruzione”. Video di Edoardo Bianchi

I reati contestati a vario titolo sono associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione per un atto d’ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale.  

L'inchiesta. Lo spunto investigativo è venuto da approfondimenti avviati nel 2015 dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Milano sui summit di ’ndrangheta tenutisi a Legnano e a Paderno Dugnano monitorati nell’ambito dell’operazione «Infinito». L’indagine ha consentito di identificare gli elementi di vertice della locale di Limbiate (Monza) e di individuare un gruppo criminale dedito al traffico di grossi quantitativi di cocaina, con base nel Comasco e composto prevalentemente da soggetti originari di San Luca (Reggio Calabria), legati a cosche di ’ndrangheta di notevole spessore criminale.

Nel corso delle investigazioni è inoltre emersa la figura di un affermato imprenditore edile di Seregno (Monza Brianza), che secondo i carabinieri intratteneva rapporti con importanti esponenti del mondo politico e coltivava frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, a cui chiedeva interventi vari per raggiungere i suoi scopi. In questo contesto, è stato delineato dai carabinieri anche il «ruolo determinante» avuto dall’uomo d’affari nell’elezione dell’attuale sindaco di Seregno: sullo sfondo dell’intercessione l’interesse dell’imprenditore di ottenere, da parte degli amministratori dei quali sosteneva la candidatura, la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale.

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