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Chikungunya “raddoppia”, è maxiemergenza sangue

Chikungunya “raddoppia”, è maxiemergenza sangue

Nel Lazio i colpiti sono passati in un solo giorno da 27 a 47. Due contagi al Nord  Dal Centro europeo controllo delle malattie l’allerta per chi ha viaggiato in Italia 

Chikungunya, 5 cose da sapere anche per i bambini La Chikungunya è una malattia virale trasmessa dalle zanzare. La dottoressa Marta Luisa Ciofi degli Atti, responsabile dell'Unità di Funzione di Epidemiologia Clinica dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, spiega con quale incidenza colpisce i più piccoli, come avviene il contagio, quali sono i sintomi e come si cura (a cura di Cinzia Lucchelli)


ROMA. Ancora nuovi casi e una maxiemergenza sangue in vista. Si estende di giorno in giorno l’allarme per la chikungunya, il virus trasmesso dalla puntura della zanzara tigre che sta colpendo in particolare il Lazio, ma che giovedì ha fatto registrare un caso in Emilia Romagna, nel Modenese, e ieri il primo in Lombardia, nel Mantovano. In 24 ore nel Lazio i casi sono quasi raddoppiati, passando dai 27 di giovedì ai 47 di ieri. Quasi tutti arrivano da Anzio, città del litorale laziale dove è stato individuato uno dei focolai. Sei quelli registrati a Roma ed uno, il primo, a Latina. In tutti i comuni sono state già avviate le disinfestazioni straordinarie, come chiesto anche dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Bisogna disinfestare con forza e con convinzione – ha detto – e anche la tempestività in questi casi, laddove si manifesta il primo caso di contagio».

Torna la Chikungunya in Italia: tutto quello che c'è da sapere Nelle ultime settimane nel Lazio si sono verificati 17 casi accertati di Chikungunya, malattia infettiva che dà sintomi simili a quelli di un'influenza. Una prima epidemia si verificò nel 2007 a Ravenna. Gli esperti placano gli allarmismi: la Chikungunya ha una bassa infettività e un tasso di mortalità di solo lo 0.4%di Carolina Sardellimontaggio Francis D'Costa


Intanto negli ospedali si corre ai ripari per evitare quella che il Centro Nazionale Sangue definisce una «maxiemergenza» in seguito al blocco delle donazioni disposto nei Municipi della Capitale compresi nella Asl Roma 2. Un territorio «pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia». Ad aiutare il Lazio arrivano le raccolte straordinarie di sangue avviate in tutte le regioni d’Italia, che già ieri hanno inviato 849 sacche. Al momento, però, il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Nei principali ospedali romani non si registrano comunque ritardi o posticipi negli interventi, mentre il Bambino Gesù sta contattando le persone che hanno donato il sangue nel periodo di massima criticità, tra fine agosto e inizio settembre, per accertamenti su eventuali sintomi del virus. Una raccolta straordinaria è stata avviata anche dalla stessa Regione Lazio in tutte le altre Asl non colpite dal provvedimento del Centro Nazionale Sangue. Sul fronte si muove la Croce Rossa di Roma che ha messo a disposizione il numero della Sala Operativa 06/5510 per tutti i romani che abbiamo bisogno di informazioni sulla donazione del sangue. «È importante che le raccolte straordinarie siano programmate – spiega il direttore del Centro nazionale sangue (Cns) Giancarlo Maria Liumbruno –, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai».

L’emergenza, dunque, non accenna a rientrare, anzi, rischia di aggravarsi nei prossimi giorni, complice anche il peggioramento delle condizioni meteo previsto sul Lazio. «Il fatto che il primo contagio potrebbe essere avvenuto a metà luglio, che i casi sono riportati in due aree separate e che diversi casi asintomatici sono sotto indagine suggerisce che la trasmissione locale è molto efficace – scrive il Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc)-. Di conseguenza ci si aspetta di identificare nuovi casi in futuro».

L’Italia, ricorda il Centro, è stato il primo paese fuori dai tropici ad avere un’epidemia di chikungunya autoctona nel 2007 (in Emilia Romagna), e da allora ci sono stati solo tre focolai, l’ultimo dei quali in Francia poche settimane fa. I viaggiatori europei che sono stati in Italia, raccomanda l’Ecdc, devono riferire alle autorità qualsiasi sintomo riconducibile alla malattia. Per i donatori di sangue va invece valutata la possibilità di stop o di rinvio alle donazioni per chi è stato in Italia.
 

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