Quotidiani locali

Ogm. Nonostante gli allarmismi il mais non è modificato

La Corte di Giustizia Europea, con il verdetto in merito alla vicenda Fidenato e MON810:  quando si chiamano in causa possibili rischi per l’uomo e per l’ambiente non si può prescindere dalle evidenze scientifiche

La Corte di Giustizia Europea ha emesso il suo verdetto in merito al quesito posto dal tribunale di Udine sulla possibilità che i governi nazionali adottino, in materia alimentare, misure di emergenza sul fondamento del principio di precauzione. Quali sono gli importanti paletti posti dalla Corte con la sua sentenza in merito alla vicenda Fidenato e MON810? Il primo è innanzitutto il fatto che quando si chiamano in causa possibili rischi per l’uomo e per l’ambiente non si può prescindere dalle evidenze scientifiche che sono state raccolte in merito a tali rischi o in altre parole che il tanto citato principio di precauzione deve essere sempre e comunque fondato su evidenze scientifiche o sull’eventuale mancanza di tali evidenze.

leggi anche:



Il secondo riguarda proprio le evidenze scientifiche oggi disponibili sulla sicurezza del mais MON810. In merito alla sicurezza alimentare in particolare i regolamenti comunitari rilevanti parlano da un lato di “possibilità di effetti dannosi per la salute e permanenza di una situazione d’incertezza sul piano scientifico” e dall’altro di “manifesto grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l’ambiente”.

Ora dopo oltre 20 anni di ricerca scientifica sull’argomento portata avanti in tutto il mondo non esistono evidenze allo stato attuale che dimostrino tale pericolosità e tali rischi né sul tema esistono incertezze nella comunità scientifica. L’Efsa con il suo parere del settembre 2013 si è limitata a ribadire questo e la sentenza non fa altro che recepire tale posizione e definire quindi infondato il divieto del governo italiano alla coltivazione del mais MON810. La comunità scientifica mondiale non è al momento divisa sul tema della sicurezza per uomo, ambiente ed animali dei prodotti Ogm ad oggi autorizzati alla coltivazione nell’Unione Europea.

Diverse possono essere invece le considerazioni sull’opportunità della coltivazione del mais Ogm sotto l’aspetto dei vantaggi o svantaggi economici che ne possono derivare anche in funzione delle specificità dell’agricoltura nei diversi territori. Perché la sentenza avrà un impatto pratico limitato pur fissando dei principi fondamentali?

Perché nel frattempo, ossia fra il 2013 ed oggi, anche su sollecitazione di alcuni stati membri quali l’Italia, la Commissione Europea ha emanato una nuova direttiva con la quale consente ai singoli stati membri di decidere se limitare o vietare la coltivazione di varietà Ogm autorizzate a livello comunitario anche in assenza del sopra menzionato “manifesto grave rischio grave” ma in base a sole “motivazioni concernenti gli impatti socio-economici derivanti dalla coltivazione di un Ogm sul territorio dello Stato membro interessato”. L’Italia assieme ad altri 18 stati dell’Ue ha richiesto ed ottenuto il divieto di coltivazione su tutto il proprio territorio del mais MON810 e di altre 5 varietà di mais Ogm e la sentenza della Corte non avrà nessun impatto su tale divieto che quindi continuerà a sussistere. Quindi le voci allarmate di chi, pur rivestendo cariche politiche di grande rilievo, non ha perso oggi l’occasione per gridare allo scandalo dicendo che l’Unione Europea ci obbliga a consentire la coltivazione del mais Ogm con gravi danni per la salute umana e per l’ambiente non fanno altro che dimostrare lo scarso livello di informazione della nostra classe politica da un lato e quanto la discussione sia ideologica, sganciata dalla realtà dei fatti e basata su preconcetti dall’altro.

Dal punto di vista dell’impatto possiamo forse sperare che la sentenza faccia riflettere il nostro governo e più in generale la nostra classe politica sulla necessità di prestare più attenzione alla voce della scienza e di basare le proprie decisioni sui pareri autorevoli degli organi di rappresentanza al più alto livello della comunità scientifica.

Il nostro governo sembra talvolta usare il parere della scienza solo quando questo coincide con la sua volontà politica. Se questo può risultare conveniente dal punto di vista politico non coincide però necessariamente con il bene dei cittadini e del paese.

* professore di Genetica all’università di Udine

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie