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Scandalo uova contaminate, l'Italia tra i Paesi coinvolti

Scandalo uova contaminate, l'Italia tra i Paesi coinvolti

Dopo il rimpallo di responsabilità tra Belgio e Olanda, ecco la lista degli stati Ue che hanno ricevuto le uova dalle aziende incriminate. La Commissione Ue convoca una riunione per il 26 settembre tra i Paesi a rischio. In Italia sequestrati prodotti di un'azienda francese che aveva usato le uova provenienti da quegli allevamenti

ROMA. L'Italia figura tra i 15 Paesi ad aver ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo contaminazione con l'insetticida fipronil, che se assunto in gran quantità può provocare problemi al fegato, ai reni e alla tiroide. Lo ha spiegato un portavoce della Commissione europea. Gli altri stati Ue ad aver comprato uova dalle compagnie sotto inchiesta, per lo più belghe e olandesi, la Germania, la Francia, la Svezia, il Regno Unito, l'Austria, l'Irlanda, il Lussemburgo, la Polonia, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia e la Danimarca.

Scandalo uova contanimate, che cos'è il fipronil e quali effetti ha sull'uomo Lo troviamo come negli anti-pulci dei nostri animali domestici ed è un veleno ad azione lenta, che trasforma l'insetto colpito in untore per tutta la colonia. Secondo l'Oms può essere pericoloso per reni, fegato e tiroide se assunto in grandi quantità (a cura di Andrea Scutellà)

Il ministero della Salute: "Non sono state distribuite uova al fipronil". Secondo quanto sostiene il ministero della Salute, però, le uova contaminate non sarebbero state distribuite in Italia. "Dai riscontri incrociati - comunica il dicastero - effettuati dal Ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorità francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il Rasff, che un'azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un'azienda italiana". Ovoprodotti: dunque biscotti, creme, torte e tutto ciò che contiene uova. Su disposizione del Ministero, "le autorità sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non è stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale". Il Ministero della salute, in ogni caso, "continua a valutare con attenzione le informazioni relative alla circolazione dei lotti in Europa (anche in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti), avvalendosi della stretta collaborazione delle autorità sanitarie regionali e dei Carabinieri Nas".

Uova contaminate, Ruocco (ministero Salute): ''Nessun pericolo per l'Italia'' "Dalla Francia è arrivata nel nostro Paese una sola partita di uova contaminate da Fipronil, ma è stata bloccata immediatamente senza circolare. Come ministero della Salute continuiamo a seguire tutte le comunicazioni e abbiamo deciso di mettere in atto un piano di controlli su uova, ovoprodotti, carne di pollame indipendentemente dall'arrivo di segnalazioni. In via del tutto precauzionale". Lo ha detto il direttore generale per l'Igiene e la Sicurezza degli alimenti e la nutrizione in merito al coinvolgimento dell'Italia nello scandalo delle uova contaminate dal Fipronilintervista di Francesca Robertiellomontaggio Elena Rosiello

Coldiretti: 610mila chi di uova importati dai Paesi Bassi. Il vero timore, tuttavia, è per gli ovoprodotti, che potrebbero provenire da tutti i paesi dell'Ue coinvolti. Secondo uno studio di Coldiretti in Italia sono arrivati 610mila chili di uova in guscio di gallina dai Paesi Bassi nei primi cinque mesi del 2017 ai quali si aggiungono però anche 648mila chili di derivati come uova sgusciate e tuorli freschi, essiccati, congelati o diversamente conservati mentre non sono quantificabili gli alimenti venduti come paste e dolci realizzati con le uova a rischio.

La Commissione Ue: "Informate le autorità nazionali".  Le autorità nazionali sono state informate. Lo dice il portavoce della Commissione Ue, Daniel Rosario. L'esecutivo comunitario non è stato in grado di precisare quante uova o quali prodotti contaminati sono stati importati in Italia. Sono informazioni che hanno "le autorità nazionali", ha spiegato il portavoce. I paesi in cui sono stati chiuse degli allevamenti di galline ovaiole sono Belgio, Olanda, Germania e Francia. Anche due "entità" extra-Ue, la Svizzera e Hong Kong, hanno ricevuto prodotti contaminati, ha aggiunto il portavoce, sottolinenando che la Commissione ha annunciato di aver "informato" i partner globali sulla crisi delle uova contaminate per il bene della "trasparenza".  La contaminazione da fipronil è stata provocata "dall'utilizzo illegale di una sostanza che non poteva essere usata", ha spiegato ancora Rosario, ricordando che "c'è una dimensione giudiziaria" nella vicenda. La Commissione europea riunirà i 15 paesi Ue coinvolti nel caso delle uova contaminate il 26 settembre.

Belgio e Olanda si rimpallano le responsabilità. Nel mirino della Commissione Europea le autorità per la sicurezza alimentare di Belgio e Paesi Bassi, che si accusano reciprocamente di aver nascosto la presenza di fipronil nelle uova. Il neo-ministro dell'agricoltura belga Denis Ducarme, in carica dal 29 luglio, in un'audizione nel Parlamento ha sostenuto che gli olandesi sapessero delle uova al fipronil dal novembre 2016, ha detto Ducarme mostrando un rapporto del Nvwa (l'agenzia per la sicurezza alimentare dell'Aja), ma non hanno avvertito nessuno. Non è vero, ha risposto a mezzo stampa il direttore generale del Nvwa Rob van Lint: il rapporto parlava delle stalle e non delle uova, da qui la valutazione di assenza di rischi per la salute pubblica. La Commissione europea rileva che la responsabilità "primaria" per la sicurezza alimentare "spetta agli stati membri" e si tiene equidistante, ma "monitora attentamente la situazione". L'attacco belga arriva dopo giorni in cui nel tritacarne mediatico era finita l'Afsca, l'omologa belga del Nvwa, accusata dalla Germania di sapere della vicenda da giugno ma di averla notificata all'Ue solo il 20 luglio. E di aver colpevolmente minimizzato, come mostrano le ultime analisi, i livelli di contaminazione riscontrati.

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