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La Libia stoppa le ong: non avvicinatevi

Tripoli crea zona di ricerca e soccorso bandita alle navi straniere. I vescovi italiani: si rispetti la legge, mai pretesti a scafisti

ROMA. I vescovi italiani sostengono la linea del rigore di Minniti. E chiedono alle ong impegnate nei salvataggi in mare di muoversi nel pieno rispetto «dell’etica della responsabilità e del rispetto della legge, proprio per difendere l’interesse del più debole». E’ il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, a spezzare il fronte cattolico che aveva polemizzato con il codice imposto dal ministro dell’Interno alle ong. Il cardinale di Perugia parla nella cattedrale durante la festa di San Lorenzo e ribadisce la più netta condanna della Chiesa della «piaga aberrante della tratta di esseri umani» che altro non è che «una forma di schiavitù moderna». Ma avverte. «Proprio per difendere l’interesse del più debole non possiamo correre il rischio, neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità, di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana». Parole chiare che sembrano chiudere il capitolo delle tensione tra Minniti e il Vaticano.

Parole di tutt’altro genere arrivano sulle ong dalla Libia che ha creato «una zona di ricerca e soccorso», oltre le 12 miglia delle acque territoriali, e ha vietato a qualsiasi «nave straniera» di entrarvi «salvo richiesta delle autorità libiche». L’annuncio arriva dal generale Abdelhakim Bouhaliya, comandante della base navale di Tripoli, senza però precisare l’estensione della zona. E il portavoce della Marina, Ayoub Qassem, precisa che la misura è diretta alle «ong che sostengono di voler salvare i migranti clandestini e di condurre azioni umanitarie».

Un avvertimento “pesante” che potrebbe cambiare le carte in tavola sui salvataggi in mare, primo obiettivo da salvaguardare per il mondo cattolico spiazzato dall’uscita di Bassetti. L’8 agosto (il giorno dopo le minacciate dimissioni di Minniti e la blindatura del Colle) la Caritas ha chiesto di uscire dal teatrino di chi è pro o contro, sottolineando che il tema «deve essere centrato esclusivamente sul salvataggio» delle vite umane. Concetto ribadito ancora ieri dalle Acli. «Il salvataggio delle vite umane è prioritario su tutto». Di fronte alle molte critiche del modo cattolico (che hanno trovato sponda proprio in Graziano Delrio), Minniti avrebbe avuti diversi colloqui con le alte sfere vaticane. Il nostro obiettivo, avrebbe spiegato, è quello di non dare tregua ai trafficanti, come del resto chiede anche il Papa.

L’intervento del presidente della Cei è stato subito cavalcate dal Pd, il partito di Minniti ma anche di Graziano Delrio. «Le parole di Bassetti sono sagge e condivisibili; umanità e rispetto delle leggi vanno tenute insieme per affrontare con efficacia e solidarietà un fenomeno così importante come le grandi migrazioni», dice infatti il coordinatore della segreteria Pd, Lorenzo Guerini. Si dissocia invece dalle parole del cardinal Bassetti, Loris De Filippi presidente di Medici Senza Frontiere Italia, «Sono molto distante da queste parole. Mi sembra un messaggio molto politico di sostegno al governo Gentiloni e al ministro dell’Interno Minniti, più che un orientamento generale a cui la Chiesa dovrebbe attenersi».

Cei e Vaticano «devono fare il mea culpa per aver sostenuto
la politica fallimentare dei governi Pd», dice polemico Tony Iwobi, il responsabile leghista di Sicurezza e immigrazione. Critico sulla politica del governo anche il M5S. «Il protocollo Minniti è solo uno specchietto per allodole», dichiara Bonafede.

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