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Tessuti, come scegliere i capi d'abbigliamento senza rischiare dermatiti

Tessuti, come scegliere i capi d'abbigliamento senza rischiare dermatiti

Meglio chiari e in fibra naturale, soprattutto in estate

Fanno davvero male? Pro e contro dei tessuti Negli ultimi anni sono aumentate le dermatite irritative dovute ai tessuti, soprattutto in bambini e donne. Sotto accusa sono soprattutto i coloranti. I consigli di Marcella Ribuffo, dermatologa e dirigente medico all'Idi di Roma, su come scegliere i vestiti da indossare. Perchè purtroppo le etichette non ci dicono tutto (di Cinzia Lucchelli)

Capi colorati, tessuti tecnologici. La moda ci regala una nuova immagine, ma a volte quello che piace agli occhi non piace alla pelle. Negli ultimi anni sono aumentate le dermatite irritative dovute ai tessuti, soprattutto in bambini e donne. Sotto accusa sono i capi che non vengono prodotti fuori dall'Europa e che dunque non devono rispettare le norme in vigore nei Paesi europei. Se la norma vigente è rigorosa per quanto riguarda la sicurezza dei capi che indossiamo non lo è altrettanto con i capi d'importazione. Abbiamo chiesto a Marcella Ribuffo, dermatologa e dirigente medico all'Idi Roma, di aiutatci a capire cosa selezionare e cosa invece scartare quando facciamo shopping.

Quale sostanze possono provocare dermatiti da tessuti?
«Possono essere di diversa natura. I coloranti dispersi (blu rosso arancio e giallo) prima di tutto, spesso presenti in tessuti prodotti fuori dalla Comunità europea. Si legano alla superficie e poco all'interno della fibra. Si tratta di piccole molecole dall'elevata liposolubilità che possono penetrare facilmente nella nostra cute. Poi le resine da fissaggio, gli additivi delle fibre, gli  accessori di gomma e metalli e i contaminanti».

Ma ci sono fibre buone e fibre cattive?
«Le fibre buone sono quelle naturali dunque cotone, seta, lino. I tessuti cattivi sono quelli sintetici, ad esempio l'elastan, che possono causare dermatiti irritative o allergiche da contatto. Mentre i tessuti sintetici non trattengono le molecole dei coloranti, il tessuto naturale ha una capacità maggiore di legarle».

Come si riconosce una dermatite da tessuto?
«In genere si localizza nei punti di maggior contatto del tessuto con la pelle, dunque ascelle, collo, incavo delle braccia. In queste sedi si manifesta con arrossamenti, ponfi, pelle secca e pruriginosa. Ma può dare anche orticaria duque essere diffusa».

Quali fattori la favoriscono?
«La sudorazione, l'aumento di peso, alcune patologie come il diabete o la menopausa, in cui c'è una sudorazione abbondante e profusa che permette l'assorbimento di queste sostanza e in paricolari dei colori dispersi. Anche i capi aderenti favoriscono il passaggio della molecola dal tessuto alla pelle, così come quando indossiamo un braccialetto aderente possiamo avere dermatite da nikel, cosa che non si verifica se il bracciale è lento».

Quali consigli seguire quando si sceglie un capo d'abbigliamento?
«Bisogna guardare l'etichetta, anche se non sempre è completa, non dà ad esempio indicazione sui coloranti. Non c'è una buona collaborazione tra industria tessile e acquirenti, andrebbero  fatti test predittivi su coloranti dispersi. Fibre naturali e colori chiari ci mettano al riparo da possibili intolleranze. Ricordiamo che capi neri o blu possono contenere tracce di nikel. I capi come le magliette che entrano maggiormente in contatto con la pelle andrebbero lavate prima di essere indossate la prima volta: i primi lavaggi scaricano i colori.»
 

 

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