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Incendi, è un’altra terra dei fuochi che nessuno sa difendere

I roghi sul Vesuvio e in tutto il centrosud sono collegati alla mancanza di gestione. Proprio le regioni più a rischio non sono in regola. Così il crimine trova spazio

La primavera è stata anticipata. Come l’arrivo del caldo e della siccità. Ma alcune regioni per solito attraversate da roghi sospetti, Campania, Calabria, Sicilia, non hanno predisposto per tempo i piani di legge per la prevenzione del fuoco, più che mai necessari con l’innalzamento delle temperature. L’ha dichiarato a un importante Tg uno dei responsabili sindacali dei Vigili del Fuoco. E c’è da credergli visto che si tratta del corpo dello Stato – valoroso ed efficiente nonostante la penuria di mezzi – più coinvolto in questa tragedia. Così funziona dunque lo Stato regionale?

Si è fatta una campagna martellante contro le Province giungendo alla loro sterilizzazione. Bisognava invece guardare dentro al malfunzionamento delle Regioni che non sanno o non vogliono attuare le loro competenze ogni volta che sono “scomode” o troppo impegnative. Quindi niente piani paesaggistici a difesa del patrimonio boschivo, niente catasto comunale delle zone già attraversate da roghi, per lo più “criminosi”, niente lotta a fondo all’abusivismo edilizio, piaga ormai secolare. Anche quando intacca il Parco Nazionale del Vesuvio alle cui pendici abitano e quindi sono a rischio 700.000 persone! Anzi, gli incendi attuali risultano mirati a difendere i fabbricati da demolire.

Timelapse Vesuvio: due giorni di roghi in un minuto Due giorni di fiamme, due chilometri di fuoco. E' incredibile il timelapse dell'incendio che sta devastando il Vesuvio. Il video prodotto e pubblicato su Youtube da Filippo Potamo, mostra l'agonia del vulcano avvolto da fumo e fiamme su più punti senza sosta. Ogni secondo di video corrisponde a 32 minuti reali, le immagini sono scattate ogni 2 minuti. Il filmato riguarda gli eventi dell'11 e 12 luglio, ed è stato realizzato con le immagini di 2 webcam: la webcam dell'"Inaf - Istituto nazionale di Astrofisica" e la webcam del "Grand Hotel Aminta". (testo anna laura de rosa, video filippo potamo)

Se lo Stato ancora esiste, se il governo centrale vuole governare e magari stroncare fenomeni criminali ormai accertati, deve poter e voler sostituire le Regioni inadempienti (anche quelle a statuto speciale come la Sicilia) nella politica di difesa del paesaggio e del territorio in cui rientra la prevenzione di incendi che ormai fanno parte, in modo evidente, del “fatturato” della criminalità organizzata. Guarda caso in Sicilia brucia il Parco regionale dei Nebrodi il cui presidente vive sotto scorta perché finito nel mirino della mafia che controlla i pascoli.

Proprio in Sicilia, fin dal 2003, studi seri hanno individuato appena 4 incendi per cause naturali o accidentali su 618, 101 per motivi “dubbi”, 25 per ragioni colpose e ben 488 invece di origine dolosa. Il 79%. Vogliamo raccontarci ancora delle favole? Quelle sui “piromani” di cui parla il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti?

Incendi, sul Vesuvio di notte con gli attivisti: "Situazione agghiacciante" Le immagini del Vesuvio avvolto dalle fiamme nel buio della notte stanno facendo il giro della rete. in questo video, le immagini sul vulcano pubblicate dagli attivisti di "Let's do Italy", associazione per l'ambiente. "Questo è quello che abbiamo visto di notte sul Vesuvio - dicono - la situazione è agghiacciante". (anna laura de rosa)

Col cambiamento climatico la desertificazione si allarga e sale da Sud a Nord. La prevenzione è ferma e Vigili del Fuoco e Forestali o sono sotto organico o, nel secondo caso, vengono sbrigativamente fusi coi Carabinieri mentre alcune loro strette competenze passano alla Protezione Civile. È uno dei punti forti (si fa per dire) della dissennata riforma della Pubblica Amministrazione che porta il nome di Marianna Madia, già “bombardata” dalla Corte dei conti. Nel Lazio, regione fertile per abusi e speculazioni edilizie, i roghi sono aumentati del 400%. Ma ai Vigili del Fuoco mancano da anni 3.000 unità, presentano un’età media sui 50 anni, stipendi fra 1.300 e 1.500 euro soltanto e continui pensionamenti che le 2.400 assunzioni del 2013 non compensano. La criticatissima “riforma Madia” ha cancellato dai nostri monti la Guardia Forestale dai meriti ormai secolari fra i quali l’importante ripresa della forestazione su 3 milioni e mezzo di ettari accrescendo non poco quell’1,3 miliardi di tonnellate di carbonio organico sottratto all’atmosfera inquinata.

I roghi cacciano dalle montagne e persino dalle coste del Sud decine di migliaia di turisti. Altro boomerang in piena fronte. Vengono carbonizzati boschi secolari, nidi e covi di uccelli, di animali selvatici. Sulle alture “cotte” dal fuoco si abbatteranno le piogge autunnali con frane, colate di fango, alluvioni. Altre tragedie da inseguire. Ma al Senato, come uno spettro, riappare, pur modificata, la legge Caleo (Pd) che indebolisce il governo dei Parchi, immensa ricchezza igienico-sanitaria, biologica, turistica, da tutelare metro per metro. Siamo alla barbarie.

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