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Firenze vince le Olimpiadi di pediatria: la salvezza dei bambini parla toscano

Firenze vince le Olimpiadi di pediatria: la salvezza dei bambini parla toscano

Giovani pediatri sono stati chiamati a cimentarsi con complesse procedure di primo intervento pediatrico sotto il giudizio di tre giudici internazionali e fra tutte le squadre ad aggiudicarsi il podio è stata proprio quella con la maglia viola

L’Università di Firenze da oggi ha un vanto in più: è sua infatti la vittoria dei Pediatric Simulation Games, le prime olimpiadi italiane di pediatria, organizzate dalla Simeup (Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica), e tenutesi dall’8 all’11 giugno presso il dipartimento di pediatria dell’Università La Sapienza di Roma col coinvolgimento di 34 squadre e 250 specializzandi da tutta Italia.

I giovani pediatri sono stati chiamati a cimentarsi con complesse procedure di primo intervento pediatrico sotto il giudizio di tre giudici internazionali e fra tutte le squadre ad aggiudicarsi il podio è stata proprio quella con la maglia viola, composta da sei dolci e insieme agguerrite ragazze.

“Come tutor – racconta Anna Pazzaglia - la cosa che mi ha stupito di più è stato l'alto livello raggiunto da tutte le squadre nel lavoro di gruppo. Penso che l'impatto della simulazione sui giovani sia importantissimo e da cogliere al volo”. I Giochi sono stati organizzati anche grazie alla Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università degli Studi di Roma “la Sapienza”, al CEQUAM (Centro di Ricerca per la valutazione della Qualità in Medicina e medicina di genere) e alla SIP (Società Italiana di Pediatria), in collaborazione con ONSP, SIAIP, SINP, SIMRI, (il significato degli acronimi è disponibile sul sito Simeup e nella documentazione allegata).

“La cosa più difficile – racconta Simona Montano, una delle vincitrici - è stata imparare a lavorare in team. Speriamo che questi Giochi siano il punto di partenza per continuare ad allenarsi e a migliorare la qualità della preparazione, sempre grazie al supporto della Simeup e del suo presidente Riccardo Lubrano". Scopo di queste olimpiadi di primo intervento, incentivare lo sviluppo delle tecniche più avanzate ed efficaci della pediatria d’urgenza, così da spingere gli specializzandi a migliorare il proprio livello di bravura e affidabilità, anche in vista di eventuali “rivincite” negli anni successivi.

“La simulazione – spiega Serena Salvadei, un’altra delle ragazze “vincenti” – è una tipologia di formazione molto efficace ma in fase di decollo e non ancora riconosciuta in tutte le scuole di specializzazione. Speriamo che adesso tutte lavorino per inserirla nel piano formativo”. “Per noi giovani – aggiunge Martina Giacalone, anche lei del team - è un metodo stimolante per imparare, che ci spinge al ragionamento anche quando l'adrenalina è a mille, preparandoci al peggiore degli eventi: queste cose sono le colonne portanti della futura professione di pediatri”.

“Nei mesi di preparazione – racconta l’altro membro della squadra Laura Capirchio - abbiamo dovuto riprendere in mano la teoria, creare occasioni per fare simulazioni, lavorare come un team, e arrivare a Roma per una "full immersion", imparando dalle altre squadre e dai nostri stessi errori”. “Il nostro obiettivo era

creare un gruppo che lavorasse bene: non ci aspettavamo di arrivare fin qui!”, aggiunge Sabrina Becciani. “Sono veramente soddisfatta– conclude Alessia Nucci - …ma la più grande soddisfazione è stata obbligare la mia compagna di squadra juventina a mettersi la maglia viola!”.

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