Quotidiani locali

Il contagio che trasforma i partiti

L'opinione

Una maglietta gialla e una App, il web e il territorio: c’è molto di grillino nel “nuovo Pd” che Matteo Renzi sta tentando di mettere in campo, nelle ultime settimane. Non si tratta certo di un fenomeno inedito: da sempre, in politica, quello che “funziona” diviene oggetto di imitazione. E oggi l’esperienza del M5s sta indubbiamente facendo scuola. Non solo in Italia.

Da una parte, è evidente l’intento di riallacciare il rapporto, in parte compromesso, con il territorio. Ma l’iniziativa delle magliette gialle del Pd, scese in strada domenica per “ripulire” la capitale, mostra come la presenza dei partiti nella società segua strade molto diverse, rispetto al passato. Non più la politica delle tessere, delle sezioni, dei legami con l’associazionismo locale.

Bensì, nuove forme di mobilitazione - dal basso, ma con una regia dall’alto - mutuate dall’esperienza dei movimenti. Esse puntano ad allargare la base dei partiti, attraverso forme di appartenenza “leggera”, che non prevedono una iscrizione formale. Intercettando, in questo modo, il mondo del volontariato civico. A partire da singole “questioni”: nel caso romano, il tema dei rifiuti. In questo modo, danno voce alla protesta, acquisendo visibilità mediatica. E mettono nel mirino un “avversario” politico.

Il Pd prova dunque ad affrontare il M5s ricorrendo alle sue stesse armi: l’attivismo nelle città; ma anche la presenza in rete. È proprio sul web, infatti, che Renzi sa di dover recuperare “terreno”. Ecco allora una App personale, in attesa della nuova piattaforma online del partito: denominata #Bob, l’equivalente democratico del grillino #Rousseau (con l’americano Kennedy e il ginevrino Jean-Jacques testimonial involontari tratti dai rispettivi pantheon).

Ma i tentativi di attingere al repertorio grillino non riguardano solo il nostro paese. Anche in Francia, un altro giovane leader sembra molto attento agli insegnamenti che provengono dalla “nuova politica”. E dall'Italia. Del resto, Emmanuel Macron, come Beppe Grillo, è convinto che i partiti (tradizionali) «sono morti». Il suo movimento personale, En Marche!, ha scelto i propri candidati a partire da una serie di “domande” raccolte attraverso la rete (circa 19mila).

I requisiti richiesti ai candidati? Fedina penale pulita, esperienza maturata nella società civile, parità di genere, priorità alle “facce nuove” (il 95% dei candidati alle legislative non siede nel parlamento uscente). In questo modo, il partito del Presidente punta a formare una classe politica nella quale siano «rappresentate le diverse sensibilità». Un obbiettivo di «pluralismo» politico-ideologico che Grillo ha perseguito attraverso una via solo apparentemente opposta: il totale rifiuto delle categorie di destra e sinistra (che, del resto, anche l’inquilino dell’Eliseo considera superate).

Così, l’esperienza francese di En Marche! diventa, a sua volta, “virale”. Hillary Clinton, negli Usa, tenta il rilancio attraverso il portale Onward Together, che incoraggia «le persone a partecipare, ad organizzarsi, persino a candidarsi». Mentre, in Italia, Matteo Renzi, dopo la batosta del 4 dicembre, prova a rimettersi In Cammino. Il politologo francese Maurice Duverger parlava di «contagio da sinistra», per spiegare come il modello del partito burocratico di massa, invenzione dei partiti socialisti, si fosse poi propagato alle altre famiglie politiche. Diventando “il” modello di partito. In virtù del suo successo, della capacità di suggerire una forma organizzativa in linea con le esigenze di una precisa stagione storica.

Oggi, siamo immersi in una fase molto diversa, nella quale le innovazioni

più interessanti non sembrano provenire dai “luoghi” tradizionali della politica. Né da destra, né da sinistra. Maturano all’esterno, rispetto allo spazio definito dalle vecchie categorie politiche. Per poi contagiare soggetti e settori di tipo diverso: vecchi e nuovi. Un contagio “da fuori”.

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

TORNA IL CONCORSO PIU' POPOLARE DEL WEB

Premio letterario ilmioesordio, invia il tuo libro