Quotidiani locali

l'opinione

Così l'Ue guadagna tempo, una sfida per la Germania

L’insediamento di Macron all’Eliseo apre nuovi scenari. Il rischio più grande è che i governi europei tirino un sospiro di sollievo - sperando che i risultati delle presidenziali austriache e francesi, e delle legislative olandesi segnino la fine dell’onda nazionalista in salsa populista - e tornino all’ordinaria amministrazione, al “business as usual”. Mostrerebbero di non comprendere i problemi strutturali da affrontare per rispondere alle esigenze dei cittadini e arginare il nazionalismo populista. Fin dal primo discorso di Macron ha mostrato la sua consapevolezza delle sfide di fronte all’Europa. Riuscirà a trasmetterla agli altri leader europei?

Marine Le Pen - una cui presidenza era impensabile fino a poco tempo fa - ha conquistato 11 milioni di voti, oltre il 33%, 1 francese su tre. Nel ballottaggio del 2002 il padre Jean-Marie Le Pen ne aveva la metà: 5,5 milioni, il 17,8%. Ma quando le elezioni diventano una scelta chiara tra nazionalisti ed europeisti, paura e speranza, passato e futuro, chiusura e apertura, barbarie e civiltà, l’Europa vince. Il Partito democratico e tutte le forze europeiste sono avvisati: meglio rincorrere Macron, che Grillo o Salvini.

La presidenza Macron fa guadagnare tempo per riformare l’Unione. Finora i leader europei hanno sprecato quello garantito loro da Draghi prima con il famoso «faremo tutto il necessario e, credetemi, sarà abbastanza», e poi con il Quantitative Easing e con la politica monetaria ultra-espansiva. Il risanamento dei conti pubblici è molto parziale. Le riforme strutturali languono. La crescita e l’occupazione stentano. Anche a causa di Hollande, ieri uscito di scena, l’Unione monetaria è rimasta incompleta, ai Rapporti dei 4 e poi dei 5 Presidenti delle istituzioni europee non sono seguite riforme reali, mancano una capacità fiscale e di prestito dell’Eurozona e un governo federale dell’economia. Macron li chiede nel suo programma e dopo la vittoria ha proposto di «rifondare» l’Ue.

Con Macron ha vinto il progetto europeo, ma da solo non può unire l’Europa. Tocca anche a Italia e Germania non sprecare questa chance.

La Francia mostra l’importanza di un sistema istituzionale e di una legge elettorale che funzionano e assicurano la governabilità - e quanto ne avrebbe bisogno l’Italia! La sfida per Macron e il suo nuovo partito En Marche sarà di confermarsi alle elezioni politiche di giugno, in modo da fornirgli una maggioranza parlamentare, o almeno il fulcro di una coalizione di governo. Altrimenti la sua spinta riformista in Francia e in Europa rischia di non dispiegarsi.

La sua agenda di riforme dovrà partire dalla Francia, per acquisire credibilità e perché in Europa poco si muoverà prima delle elezioni tedesche e italiane. Al contempo dovrà rinsaldare l’asse franco-tedesco e allacciare una nuova alleanza con le istituzioni europee per riuscire ad avviare una vera riforma dell’Ue. Dovrà guardarsi dall’affrontare separatamente i vari dossier.

Su ciascuno i grandi Paesi hanno interessi e preferenze in parte diversi e un compromesso è difficile. Serve un accordo complessivo in cui ciascuno ottenga qualcosa sul tema che gli sta più a cuore. L’Italia ha bisogno di una politica europea per i flussi migratori e la stabilizzazione di Medio Oriente e Nord Africa. La Francia di un’intelligence e un’azione anti-terrorismo europee. Entrambe di un bilancio, investimenti e politica economica dell’Eurozona.

La Germania chiede in cambio una vera politica estera e di sicurezza europea - cioè l’europeizzazione della force de frappe e del seggio francese nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, così come l’unione monetaria

fu l’europeizzazione del Marco tedesco - e il disinnesco della bomba a orologeria del debito pubblico italiano sotto l’euro. Se ognuno avrà ciò che vuole tutti staremo meglio, perché si tratta degli strumenti per risolvere i problemi di tutti i cittadini europei.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista