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Aria condizionata: le regole da seguire per evitare scontri

Aria condizionata: le regole da seguire per evitare scontri

Dal condominio all’ufficio, è tutta una battaglia fra chi vorrebbe vivere in una sorta di freezer e gli integralisti salutisti che parlano degli altri come di “drogati dell’aria condizionata». Consigli utili per uscirne

Aria condizionanata, 10 cose da sapere per evitare liti in ufficio Fa bene ma non proprio a tutti e con le dovute accortezze: bisogna scegliere una temperatura non troppo più bassa di quella esterna, il getto d'aria non deve essere troppo forte, la manutenzione dell'impianto è importantissima. E poi bisogna tenere conto che le donne soffrono mediamente il freddo più degli uomini. Ecco cosa c'è da sapere sull'aria condizionata (di Cinzia Lucchelli)

«Tra l’aria condizionata e il papa, scelgo l’aria condizionata», dice Woody Allen in “Harry a pezzi”. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Nei mesi caldi è essenziale per anziani, bambini e ammalati. Per certe categorie di pazienti ha quasi una funzione salvavita. È preziosa per chi viaggia e per chi lavora. Ma gli studi sugli effetti benefici e sulla produttività di chi ne gode la frescura inciampano in contraddizioni. Di certo c’è che la usiamo in abbondanza e che accensione e regolazione sono motivo di scontro in luoghi condivisi come uffici, case, condomini e autovetture.

Uomini contro donne. Negli uffici, puntuale con la stagione estiva si presenta la lite sull’aria condizionata. Il punto è che la percezione del freddo non è esperienza univoca. Dipende, banalmente, da cosa s’indossa, ma anche da quanto ci si muove e dalla vicinanza all’uscita di getti di aria fredda, a finestre e computer. Dipende anche dal sesso: «Le donne tendono a sentire più freddo quando si trovano in un luogo con l’aria condizionata rispetto agli uomini – sostiene Alan Hedge, professore di ergonomia alla Cornell University –. Ciò è dovuto a diversi motivi: spesso hanno caviglie e gambe scoperte, mentre gli uomini indossano calze e pantaloni, e i piedi sono particolarmente suscettibili al raffreddamento. Indossano camicette che lasciano il collo scoperto, mentre gli uomini anche per via delle cravatte lo tengono coperto, riducendo la perdita di calore corporeo. Gli uomini tendono a portare capi più pesanti. Le donne, poi, svolgono spesso lavori più sedentari. In media, infine, hanno il 66% della massa muscolare rispetto a un uomo e i muscoli generano calore».

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Certo, va utilizzato bene, senza eccessi e con tutte le accortezze. L’esperto: «Fa sicuramente bene se utilizzato con intelligenza e ci sono persone che proprio non devono farne a meno». Particolare attenzione per gli allergici (se i filtri non sono correttamente gestiti) e per chi ha vulnerabilità respiratorie

La temperatura ideale. Ma esiste una temperatura corretta su cui regolare l’aria condizionata? «Una recente ricerca che ha preso in esame 74 donne dai 17 ai 40 anni ha riscontrato che a 21 gradi e con un’umidità relativa del 60% – dice ancora il professor Hedge – la donna ha freddo, percezione che aumenta con l’età. Sente di essere in un ambiente con una temperatura adeguata quando ci sono 24 gradi. Tra l’altro lo studio dimostra anche che lavorare in un luogo in cui si ha freddo a lungo provoca, per reazione, una tendenza all’ingrassamento, per compensare lo squilibrio termico».

Il successo del freddo. La questione è aperta perché dell’aria condizionata facciamo largo uso. In Europa spetta a noi il primato di acquisto di condizionatori (33% per il 2011). Una famiglia italiana su tre, dice l’Istat, ne possiede uno e, fra le bollette domestiche, quella dell’elettricità è la seconda a incidere sul budget familiare. Le stime di acquisto e consumo sono in crescita. Sono 40 milioni i condizionatori in Europa, si prevede saranno 110 milioni nel 2020. Per alimentarli in un anno (dato del 2010) servono 40 miliardi di chilowattora.

Gli operai della Sony. Lusso da cui ormai dipendiamo o condizione per vivere meglio? Se in passato c’è stato chi si è impegnato perché i propri operai ne godessero il refrigerio, c’è stato anche chi ha visto nell’aria condizionata la causa di politiche energetiche da contrastare. Akio Morita, fondatore della Sony, racconta nel suo libro “Made in Japan” di essere stato colpito in una sede della Motorola Tv dell’Illinois dalla vista dei dirigenti che si crogiolava in uffici con aria condizionata mentre i lavoratori in officina sudavano: «Quale qualità si può ottenere – si chiedeva – da persone che lavorano in queste condizioni? Quale lealtà verso capi chiusi nei loro freschi uffici?».

Quando il salutista esagera. All’isola d’Elba, invece, nel 2007 si scatenò una battaglia ambientalista per colpa proprio dell’aria condizionata che nei mesi estivi, quando arrivavano i turisti, faceva aumentare a dismisura il consumo di energia elettrica, tanto da creare rischi di black-out. Comitati cittadini si batterono per contrastare il piano di Terna ed Enel per ristrutturare la rete di distribuzione dell’alta tensione che prevedeva, tra l’altro, tralicci alcuni alti anche 40 metri. Si schierò a favore dell’uso di energie rinnovabili anche Mario Tozzi, allora presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, che anche in altre occasioni aveva illustrato le ragioni, ancheambientali, per osteggiare il diffondersi della nostra dipendenza dal freddo artificiale fuori stagione. Non ebbe ovviamente molto seguito, visto che arrivò anche a parlare di «drogati dell’aria condizionata».

Liti in condominio. Non c’è pace neanche tra le mura domestiche: tra vicini di casa ci si porta in tribunale per il rumore prodotto dagli impianti, il posizionamento dei motori in aree comuni e anche in nome del decoro architettonico del palazzo. Comunque la si pensi, il troppocaldononaiuta.

twitter: @cilucchelli

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