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Campare cent’anni? Presto sarà più facile

Campare cent’anni? Presto sarà più facile

La speranza di vita è di molto cresciuta, tanto da farci intravedere il traguardo del secolo. Ma da cosa dipende la longevità: genetica, stile di vita o ambiente? E in che condizioni trascorreremo le ultime lunghe stagioni che la vita ci metterà davanti? La vera sfida della ricerca scientifica oggi non è allontanare la fine, piuttosto trovare una formula che rallenti l’invecchiamento
Introduzione. Così cambierà il concetto di vecchiaia (di Stefano Tamburini)
Intervista. «Più vecchi e più sani, ci arriveremo così» (di Cinzia Lucchelli)
La storia. Michele Mirabella e l’elisir di vita sana (di Sara Ficocelli)

Cent’anni e non sentirli. È questa la vera sfida della ricerca scientifica, ora che il traguardo del secolo è all’orizzonte. Chi nasce oggi in Italia può sperare di vivere fino a 84,8 anni, se donna, fino a 79,8, se uomo. All’inizio del Novecento l’aspettativa di vita era di appena 47 anni. Nell’antichità chi raggiungeva i 40 era fortunato.

La linea della speranza. L’incremento si è registrato dal 1840 ed è stato di tre mesi all’anno, fino a oggi. Una crescita costante e globale, comune a paesi poveri e ricchi, resistente in periodi di guerra e di epidemie, sostenuta, tra i tanti fattori, dal calo della mortalità infantile, dalle vaccinazioni obbligatorie, dall’introduzione degli antibiotici. Non manca chi ne preannuncia l’arresto, come Jay Olshansky, dell’università dell’Illinois a Chicago: è convito che finora abbia inciso soprattutto il calo della mortalità infantile, molto diminuita. Non ci sarebbe più margine, preannuncia. Ma finora la linea della speranza ha continuato la sua strada in salita e ci ha messo di fronte a un dato di fatto: vivremo di più.

L'aspettativa di vita alla nascita

Qual è il traguardo? Il limite biologico a cui potremmo arrivare, in assenza di malattie, è di 120 anni. Soglia che coincide con l’età della donna più longeva al mondo, tra i casi documentati: Jeanne Calment, francese, morì nel 1997 a 122 anni.

Così cambierà il concetto di vecchiaia

Formula della longevità. Qual è il segreto per vivere così a lungo? Ricette sicure non ce ne sono. Non si sa esattamente quanto contino i geni e quanto invece lo stile di vita e l’ambiente. Secondo studi fatti sui gemelli il fattore ereditario peserebbe per il 30 per cento. Oggi si invita ad assumere uno stile di vita sano. Si punta molto sull’alimentazione, si raccomanda di non fumare, non bere, di fare attività fisica. Anche intensi rapporti sociali sembrano tenerci legati più strettamente alla vita.

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La qualità della vita. La dea Aurora aveva chiesto a suo padre Zeus l’immortalità per Titone, il pescatore di cui si era innamorata. Ma si era dimenticata di chiedere per lui anche l’eterna giovinezza. Salvo poi non riconoscerlo e non amarlo più quando, invecchiando, era cambiato. Il punto non è solo allontanare quanto più possibile la fine, ma anche chiedersi in quali condizioni arriveremo a spegnere cento candeline e a come trascorreremo le ultime lunghe stagioni che la vita ci porrà davanti. «Il vero nemico della vecchiaia è rappresentato dalle malattie», dice Gianni Pes, medico e ricercatore dell’Università di Sassari, da anni impegnato a studiare oasi di centenari partendo dall’Ogliastra, che detiene il primato di longevità mondiale maschile. In Italia circa il 90 per cento degli anziani è affetto da almeno una malattia cronica, il 70 per cento ne ha due o più.

L’intervista. Michele Mirabella e l'elisir che regala una vita sana

Prolungare la salute. Nel film Cocoon (1985) di Ron Howard un gruppo di ospiti di una casa si riposo riacquistava le energie della gioventù grazie a bozzoli extraterrestri sul fondo di una piscina. Qualcosa che veniva da un altro mondo. Nella realtà se la ricetta per vivere il più a lungo possibile ancora non è stata individuata, non è nemmeno ancora stato messo a punto un farmaco o una terapia che rallenti l’invecchiamento, che ci permetta di vivere bene in età avanzata.

L'età media



Il peso socio-economico. La questione è enorme e non è solo medica: invecchiare bene è una priorità globale. Si prevede che entro il 2020, per la prima volta, le persone con almeno 60 anni saranno più numerose dei bambini con meno di cinque anni. Entro il 2050 saranno due miliardi, oggi sono 841 milioni. Quasi un quarto del peso della mortalità e delle malattie grava su questa fascia d’età, attribuibile per lo più a condizioni a lungo termine causate da malattie come cancro o disturbi neurologici. I costi per il servizio sanitario rischiano di diventare insostenibili. «Saranno necessarie – dice John Beard, direttore del Department of ageing dell’Organizzazione mondiale della sanità – riforme profonde ed essenziali del sistema sanitario e sociale».

Fasce d'età (valori percentuali)

Farmaci nuovi. La creazione da parte dei ricercatori di medicinali capaci di migliore la qualità della vita, farmaci che entrerebbero di diritto nei libri di storia dopo penicillina e antibiotici, potrebbe far cambiare lo scenario: si abbatterebbero i costi attuali e soprattutto quelli a venire per la cura degli anziani. Si vivrebbe in buona salute più a lungo, si potrebbe rimanere nei posti di lavoro oltre l’età pensionabile, certo in forme nuove, da ripensare. Si scongiurerebbe, forse, anche quel senso di inutilità sociale, di frustrazione, in cui si rischia di scivolare nella terza età.

twitter: @cilucchelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

(Elaborazoni grafiche a cura di Silvio Falciatori)

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