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Piano della Lega per Ascopiave: un polo del gas con Agsm e Aim

Toni Da Re, segretario regionale della Lega

Il segretario veneto Da Re regista della possibile aggregazione su scala regionale. Cecconato: «Non abbiamo istinti da preda, con Verona e Vicenza unione naturale»

TREVISO. Il disegno di una grande utility del gas veneto porta la firma di Toni Da Re. Il segretario regionale della Lega sarebbe disposto a rinunciare a qualsiasi poltrona a Vicenza, ma vuole per uno dei suoi la presidenza di Aim, società che gestisce gas e elettricità, ma anche rifiuti e acqua, attraverso la controllata Acque Vicentine.

Il progetto

Il segretario leghista che su Ascopiave ha sempre avuto una grande attenzione è dunque l’architetto di questa operazione. La scelta di Rothschild ...

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TREVISO. Il disegno di una grande utility del gas veneto porta la firma di Toni Da Re. Il segretario regionale della Lega sarebbe disposto a rinunciare a qualsiasi poltrona a Vicenza, ma vuole per uno dei suoi la presidenza di Aim, società che gestisce gas e elettricità, ma anche rifiuti e acqua, attraverso la controllata Acque Vicentine.

Il progetto

Il segretario leghista che su Ascopiave ha sempre avuto una grande attenzione è dunque l’architetto di questa operazione. La scelta di Rothschild &Co il cui incarico era già stato assegnato a inizio agosto dovrà individuare i partner da portare all’altare con Pieve di Soligo. Il disegno di Da Re è chiaro. Una grande utility sul modello di Hera, con ricavi che potrebbero sfiorare i 2 miliardi di euro. Aim e Agsm hanno business diversificati, i veronesi hanno un’esposizione debitoria (232 milioni a fine 2017) che potrebbe creare un po’ di problemi. Il debito di Aim, 92 milioni su 265 milioni di ricavi, non è una situazione meno delicata da trattare. Ascopiave dal canto suo ha le questioni non ancora risolte al piano di sopra di Asco holding, alla prese con una guerra senza esclusione di colpi tra i soci privati e alcuni sindaci dissidenti da un lato e il cda, dall’altro. Inoltre l’idea non è quella di sommare, come fece a suo tempo Hera le diverse anime, elettricità, gas e rifiuti, ma di spingere sul segmento più redditizio e cioè il gas. Quindi si dovrebbero scorporare i business di Aim e Agsm che non rientrano nel perimetro della mono-utility del gas. Non si tratta di un progetto semplice da realizzare. Ma Ascopiave non può restare più in modalità stand alone sul mercato, perché per quanto Asco Holding ne blindi il controllo prima o poi qualcuno tenterà la scalata.

Disegno su scala veneta

«Nella sua storia Ascopiave ha sempre guardato alle forme aggregative» ammette il presidente Nicola Cecconato. Oggi più che mai il tema della crescita dimensionale è decisivo e Ascopiave ha la forza finanziaria per muoversi, e il suo istinto comunque non è quello della preda» spiega Cecconato.

«Sul nostro tavolo - aggiunge - ci sono diversi dossier e guardiamo sia alla natura del progetto industriale, indipendentemente da chi lo propone, che alla volontà di continuare a creare valore per il territorio e gli azionisti». Perciò, se la prospettiva di «una futura aggregazione con Agsm e Aim sembra essere la soluzione più naturale non è l’unica». E, precisa «eventuali operazioni di fusione riguarderanno solo gli asset omogenei vendita, distribuzione o entrambe». Cecconato non chiude a nessuna ipotesi: «Eventuali interessamenti di natura finanziaria sono ugualmente benvenuti purché non manifestino atteggiamenti predatori».