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Grandi Navi, Porto di Venezia chiede un incontro a Toninelli

Grandi Navi ormeggiate in Marittima di Venezia

Dopo le affermazioni di stamane del ministro il presidente Musolino torna a chiedere un confronto con il Mit.  Negli ultimi mesi l'Autorità di Sistema Portuale si è mossa per trovare una soluzione non si prevde l'escavo di nuovi canali ma semplicemente l'adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti

VENEZIA. «Chiediamo ancora una volta d'incontrare al più presto il Ministro Toninelli per comprendere chiaramente le direttive del Governo italiano rispetto al futuro dell'industria crocieristica a Venezia, e di conseguenza in tutti i porti crocieristici dell'Adriatico che dipendono dall'operatività dello scalo lagunare».

Lo dichiara in una nota il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, commentando le dichiarazioni del Ministero dei Tras ...

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VENEZIA. «Chiediamo ancora una volta d'incontrare al più presto il Ministro Toninelli per comprendere chiaramente le direttive del Governo italiano rispetto al futuro dell'industria crocieristica a Venezia, e di conseguenza in tutti i porti crocieristici dell'Adriatico che dipendono dall'operatività dello scalo lagunare».

Lo dichiara in una nota il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, commentando le dichiarazioni del Ministero dei Trasporti sulla questione delle Grandi navi in Laguna.
«Come è noto - prosegue Musolino - negli ultimi mesi l'Autorità di Sistema Portuale si è mossa a livello progettuale per dare concretezza alle indicazioni ricevute in sede dell'ultimo Comitatone. Tali indicazioni non prevedono l'escavo di nuovi canali ma semplicemente l'adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti. Allo stesso modo, ricordo che la Capitaneria di Porto di Venezia ha recentemente aggiornato i parametri utilizzati per segmentare i flussi delle Grandi Navi, individuando un algoritmo complesso che tiene conto di molteplici variabili oltre al tonnellaggio. Siamo a disposizione fin da subito per ri-avviare un tavolo di lavoro con il Ministero e raccogliere eventuali correzioni tecnico-politiche alla soluzione, condivisa e realizzabile, già individuata per bilanciare i flussi delle Grandi Navi a Venezia salvaguardando il fragile ecosistema lagunare e rispettando, nel contempo, le aziende impegnate in questo comparto, da cui dipende - conclude - un notevole indotto che pesa per circa il 3% del Pil veneziano e che impiega complessivamente oltre 4.000 addetti».

Oggi in una nota il Ministero delle infrastrutture ha affermato che: «Gradualmente, si dovranno portare tutti i colossi del mare fuori dal perimetro lagunare individuato con il decreto ministeriale del 1985. Il ministro Toninelli ha insistito non a caso su un turismo che deve essere realmente sostenibile. In maniera da garantire la tutela di quello scrigno di tesori che è Venezia». «Dunque, no allo scavo di nuovi canali - rileva il Mit - mentre sì all'attracco di navi fino a 40 mila tonnellate utilizzando la stazione marittima ed eventualmente quella già pronta e mai usata di Chioggia. Peraltro, bisogna accertare se questo stesso limite sia davvero tollerabile. Senza considerare che il semplice tonnellaggio va sostituito con un parametro più raffinato che tenga conto non solo del peso ma di altri criteri, come ad esempio la sagoma e l'altezza degli scafi».

Riguardo infine alle critiche sollevate ieri dal comitato No Grandi navi sulla presunta assenza sul tema da parte del ministero, la nota sottolinea che «bisogna ascoltare le istanze di coloro che conducono da tempo una dura battaglia per allontanare le città galleggianti da Venezia. Battaglia che questo ministero vuole portare avanti senza alcun tentennamento».