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Damiani investe 4 milioni su Venini per sviluppare i mercati asiatici

Con l’aumento di capitale il brand della gioielleria porta all’89% la propria quota di maggioranza nella storica vetreria

VENEZIA. Damiani rafforza la propria posizione in Venini, marchio numero uno al mondo per il vetro artistico muranese. Un’operazione che consolida l’azienda con sede in Fondamenta dei Vetrai e che definisce al tempo stesso una nuova fase di sviluppo grazie a un aumento di capitale di 4 milioni di euro. Aumento sottoscritto interamente dalla famiglia Damiani che nel 2016 aveva acquisito la quota di maggioranza della storica vetreria (60 per cento) e oggi, grazie a questo intervento, arriva a ...

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VENEZIA. Damiani rafforza la propria posizione in Venini, marchio numero uno al mondo per il vetro artistico muranese. Un’operazione che consolida l’azienda con sede in Fondamenta dei Vetrai e che definisce al tempo stesso una nuova fase di sviluppo grazie a un aumento di capitale di 4 milioni di euro. Aumento sottoscritto interamente dalla famiglia Damiani che nel 2016 aveva acquisito la quota di maggioranza della storica vetreria (60 per cento) e oggi, grazie a questo intervento, arriva a oltre l’89 per cento del pacchetto totale.

«L’aumento di capitale appena deliberato ha lo scopo di rendere il patrimonio aziendale più solido, e consentire lo sviluppo di nuove prospettive», afferma Guido Damiani, presidente dell’omonimo gruppo che, nell’ambito del lusso, comprende anche marchi quali Salvini, Bliss, Calderoni, Rocca e appunto Venini.

«Tra i prossimi obiettivi c’è sicuramente quello di entrare in maniera sempre più significativa nei mercati asiatici, oltre a rafforzare quelli di tradizione storica come l’Italia e gli Stati Uniti. Abbiamo fatto questo investimento con grande entusiasmo perché crediamo fortemente nella straordinarietà di Venini e nelle potenzialità di un brand che oggi torna a essere ambasciatore dell’eccellenza del made in Italy. Venini rappresenta il perfetto incontro fra design di qualità e savoir faire, continuando a raccontare l’unicità di quell’italianità apprezzata nel mondo».

Fondata nel 1921, l’azienda muranese è sempre stata il punto di riferimento nell’ambito dell’arte vetraria. Gio Ponti, Mimmo Rotella, Carlo Scarpa, Gae Aulenti e molti altri designer di fama mondiale si sono confrontati con la tradizione secolare della lavorazione del vetro che gli artigiani della fornace tramandano sull’isola di generazione in generazione.
Questo intervento della famiglia Damiani come nuovo socio di maggioranza ha permesso in meno di due anni di avviare un piano di sviluppo, e le performance del brand sono migliorate sensibilmente come dimostrato dagli ultimi risultati di bilancio, con vendite in aumento del 30 per cento. Tale strategia ha riportato in positivo anche il margine operativo, e con questo nuovo innesto di capitale è stato rafforzato il patrimonio sociale, quale base per ulteriori sviluppi commerciali, dopo le recenti aperture della boutique di Milano e di quella di Tokyo.
I vetri Venini, del resto, vengono battuti ad aste importanti raggiungendo cifre da record. Appartiene a Venini, infatti, l’opera di vetro di Murano più pagata della storia che, con La Sentinella di Venezia del 1962, ha raggiunto i 737 mila dollari. Molte delle creazioni firmate dai suoi maestri sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di musei come il Metropolitan e il MoMa di New York o del Victoria and Albert Londra. —