Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Pedrollo: «Il Paese rischia passi indietro Governo Conte rimandato a settembre»

Giulio Pedrollo, vice-presidente Confindustria

Il veronese vicepresidente nazionale della Confindustria: «Si parla troppo di migranti per nascondere questioni più serie I problemi principali sono sviluppo economico e lavoro, preoccupato per quello che potrebbe essere un autunno caldo»

PADOVA. Cerchiamo di misurare l’indice di gradimento del governo giallo-verde tra gli imprenditori parlandone con Giulio Pedrollo, ingegnere veronese, classe 1972, capo di un’azienda nota in tutto il mondo e vicepresidente di Confindustria nazionale.

Le è simpatico Matteo Salvini?
«Ricordo una tavola rotonda fatta con lui qualche anno fa, intervistati da Mentana. Riusciva a mettersi in sintonia con me e la platea, fatta di giovani industriali, parlando di cose che ci interessavano, nei modi ch ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

PADOVA. Cerchiamo di misurare l’indice di gradimento del governo giallo-verde tra gli imprenditori parlandone con Giulio Pedrollo, ingegnere veronese, classe 1972, capo di un’azienda nota in tutto il mondo e vicepresidente di Confindustria nazionale.

Le è simpatico Matteo Salvini?
«Ricordo una tavola rotonda fatta con lui qualche anno fa, intervistati da Mentana. Riusciva a mettersi in sintonia con me e la platea, fatta di giovani industriali, parlando di cose che ci interessavano, nei modi che ci aspettavamo».

Appunto. Non le sembra che Salvini con le sue capacità abbia oscurato tutti i problemi italiani mettendo in cima quello dei clandestini, risolto il quale pare che tutto filerà a meraviglia?
«Condivido. Mi aspettavo che la discussione sui migranti fosse calda ma non che monopolizzasse l’attenzione per tutta l’estate. È vero che l’Europa ci deve aiutare ma questo rischia di essere uno specchietto per le allodole, per nascondere problemi più seri».

Qual è il problema numero uno oggi in Italia?
«Lo sviluppo economico e del lavoro, che io condenso nel tema dell’industria 4.0: la produzione automatizzata e interconnessa, le nuove tecnologie che non portano via posti di lavoro, al contrario, ne porteranno di nuovi. Possono essere anche di aiuto alla società: per esempio collegando i ponti con sensori particolari si possono avere analisi predittive di valore scientifico».

A proposito di ponti, bisogna nazionalizzare le autostrade?
«Assolutamente no, la Cassa Depositi e Prestiti deve entrare quando serve accelerare, non per sostituirsi al privato. Il privato deve fare il proprio lavoro, chi sbaglia deve essere punito, non c’è dubbio, ma è il pubblico che deve controllare in maniera molto forte».

Il controllo non si può fare se non si è soci di maggioranza.
«Questo è vero, ma un conto sono le strategie societarie e un altro il controllo strutturale, lo dico da ingegnere».

Succede anche che i professionisti si autocensurino per non perdere le consulenze.
«Stiamo parlando fondamentalmente di etica, è un concetto che va recuperato. Certo che un anno fa si parlava di futuro, di progetti di medio e lungo periodo, adesso si parla di pubblico che sostituisce il privato. Mi sembra che il Paese stia facendo passi indietro di decenni».

Ma se vogliamo dare un futuro all’impresa dobbiamo dare un futuro anche al lavoro: la precarietà non aiuta.
«Certo, il collante tra i due è la formazione, gli istituti tecnici. In Italia abbiamo 9.000 Itis contro i 900.000 della Germania. Noi stiamo puntando fortemente su questo, con il governo precedente, non è un giudizio politico, si stava discutendo di come incentivarli: le aziende ne hanno bisogno. Gli Itis potrebbero essere la chiave per rompere la precarietà. In due mesi non ce la facciamo ma in due anni sì».

Lei sta dicendo che vi manca l’interlocutore?
«Sul Decreto dignità siamo intervenuti in Parlamento dicendo che gli obiettivi sono giusti ma ci sono correttivi da apportare. C’è stata una discussione di un’ora e mezzo, positiva ma ignorata dai giornali che hanno titolato “grave attacco di Confindustria al governo”. C’è un livello di conflittualità anche dove si cerca di costruire».

Il presidente Boccia minaccia di portare Confindustria in piazza. Gli imprenditori non sono mai contro i governi, cosa sta succedendo?
«Boccia usa questi termini perché abbiamo interloquito fin all’inizio con grandissima apertura e fair play con il nuovo governo, raccontando quello che si stava facendo con il precedente. Non ha aiutato».

Che voto darebbe al governo gialloverde?
«Rimandato a settembre».

E a settembre cosa succederà?
«Io personalmente chiederò un incontro a Di Maio almeno sulla pars construens di Industria 4.0, la partita degli investimenti, che porta occupazione. Mi aspetto un cambio di marcia per non distruggere quanto di buono è stato fatto in questi anni».

Flat tax e reddito di cittadinanza si potranno avere?
«Dai conti che abbiamo fatto non subito, servirà un percorso per arrivarci. La flat tax mi interessa di più, si può cominciare detassando gli stipendi dei giovani neo-assunti».

Il governo cosa dovrà mettere nel bilancio?
«L’elemento cardine di tutto è il cuneo fiscale, noi l’abbiamo nel mirino da anni. Nella mia azienda ho figure professionali il cui costo è 2,7 volte il netto che percepiscono, un livello di tassazione assurdo. La coperta troppo corta va spostata sull’abbattimento del cuneo fiscale».

Nel disastro delle banche venete c’è una responsabilità degli imprenditori?
«Prima di puntare il dito sulle persone direi che era sbagliato il modello e sicuramente andava superato. Quello che mi piacerebbe è che le indagini non andassero così lente».

Ma l’imprenditore che siede nel consiglio di amministrazione della banca che lo finanzia non è in conflitto di interesse, non dovrebbe stare fuori dalla porta a fare la fila come tutti gli altri?
«Le dirò che io sono consigliere del Banco Bpm».

Il Banco Bpm finanzia la sua azienda?
«Questo no, io siedo da consigliere libero e indipendente. Se mi trovassi in una situazione in cui non posso parlare perché ho il finanziamento, mi troverei in enorme imbarazzo. Non deve succedere».

La Tav si farà o no?
«Quando ero presidente di Confindustria Verona davo per scontato che la tratta veneta fosse ormai avviata, dopo anni di discussioni e di espropri. Adesso ci troviamo a tornare indietro!».

Nel senso che l’opera verrà azzerata?
«Significherebbe pagare penali enormi, senza contare il problema d’immagine del nostro Paese. Sono preoccupato della stagione che viene: Boccia dice che avremo un autunno caldo, dobbiamo stare molto attenti».