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Atlantia e Cdp potrebbero negoziare, partendo dal bond

Potrebbe essere la porta di ingresso per Cassa depositi e prestiti nel capitale del concessionario. A valori 2017 vale quota 10% ma occorrerà sentire anche Allianz e i cinesi di Silk Road. Da quel che risulta il bond non ha opzione di conversione

MILANO. Il prestito da 1,7 miliardi di euro che Cdp ha verso Autostrade per l'Italia «secondo noi non include alcuna clausola di conversione» in capitale e quindi Cdp «avrebbe bisogno di negoziare con Atlantia, Appia Investments (Allianz e altri) e il Silk Road Fund (governo cinese) per poter modificare le condizioni del bond e convertirlo».

È quanto scrivono gli analisti di Findetiis commentando le ipotesi di stampa del fine settimana sull'ingresso di Cdp in Autostrade. La conversione «avreb ...

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MILANO. Il prestito da 1,7 miliardi di euro che Cdp ha verso Autostrade per l'Italia «secondo noi non include alcuna clausola di conversione» in capitale e quindi Cdp «avrebbe bisogno di negoziare con Atlantia, Appia Investments (Allianz e altri) e il Silk Road Fund (governo cinese) per poter modificare le condizioni del bond e convertirlo».

È quanto scrivono gli analisti di Findetiis commentando le ipotesi di stampa del fine settimana sull'ingresso di Cdp in Autostrade. La conversione «avrebbe bisogno di portare gli investitori stranieri» di Autostrade «al tavolo», scrive ancora Fidentiss ricordando che i soci esteri sono entrati nel capitale sulla base di una valutazione di Autostrade di 14,8 miliardi di euro.

«La conversione (ipotizzando lo stesso prezzo implicito nella vendita del 2017) potrebbe tradursi in una quota di circa il 10%» affermano gli analisti di Banca Akros, sottolineando che «la visibilità» sul destino di Autostrade «resta molto bassa». Di «esiti imprevedibili» parla anche Fidentiis secondo cui Atlantia e Autostrade restano «in una posizione fragile a causa del rischio di potenziali cambi regolatori».