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Autostrade, ecco il piano da 500 mln per la tragedia di Genova

Nel cda di oggi, 21 agosto, condivise varie iniziative di risarcimento, tra cui un fondo destinato alla città di Genova. Poi la costruzione del nuovo ponte. Tutti gli interventi sostenuti da mezzi propri della società. Mediobanca in un report fa i conti della revoca della concessione, costerà 11 mld e Atlantia rischia grande stress finanziario

ROMA. Un cda di quattro ore, apertosi con un minuto di silenzio per le vittime della tragedia del Ponte Morandi. Nella riunione si è preso atto della lettera del Ministero e si è condivisa la prima lista di iniziative risarcitorie.

In particolare, si legge in una nota, ci saranno iniziative a supporto delle famiglie colpite dalla tragedia, per la ricostruzione del ponte, per la viabilità di Genova e la sospensione del pedaggio su alcune tratte. Inoltre, si è stabilito di istituire un fondo so ...

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ROMA. Un cda di quattro ore, apertosi con un minuto di silenzio per le vittime della tragedia del Ponte Morandi. Nella riunione si è preso atto della lettera del Ministero e si è condivisa la prima lista di iniziative risarcitorie.

In particolare, si legge in una nota, ci saranno iniziative a supporto delle famiglie colpite dalla tragedia, per la ricostruzione del ponte, per la viabilità di Genova e la sospensione del pedaggio su alcune tratte. Inoltre, si è stabilito di istituire un fondo sociale che sarebbe gestito dal Comune stesso in favore delle famiglie delle vittime «indipendentemente da eventuali indennizzi o risarcimenti futuri» dice la società. Il consiglio si è aggiornato e a breve verrà convocata una nuova riunione per rispondere al Ministero.  

Autostrade «ha preso atto della lettera di contestazioni ricevuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e verrà riconvocato in tempo utile per fornire e deliberare un adeguato riscontro alle stesse» si legge nella nota. In attesa degli esiti degli accertamenti in corso, si legge ancora nel comunicato, il cda ha condiviso la prima lista di iniziative per una stima preliminare di 500 milioni di euro finanziati con mezzi propri già annunciata nel corso della conferenza stampa di sabato a Genova.

Autostrade per l’Italia fa ancora sapere sta proseguendo le attività di progettazione per la ricostruzione del ponte Morandi. Il progetto - per il quale Aspi sta coordinando a Genova un gruppo di imprese, esecutori e progettisti anche di livello internazionale - prevede «la demolizione delle attuali strutture rimaste del ponte sul Polcevera e la ricostruzione del ponte in acciaio secondo le più moderne tecnologie ad oggi disponibili in un periodo stimato di 8 mesi, a decorrere dall’ottenimento delle necessarie autorizzazioni».

Sempre oggi è uscito un report di Mediobanca che stima in 10,8 miliardi il valore residuo della concessione che lo Stato dovrebbe pagare nel caso in cui venisse applicato l'articolo 9 della convenzione tra lo Stato e la concessionaria, che regola la revoca.

Il mercato, alla luce del tonfo in Borsa del titolo, avrebbe però già scontato questo valore a 8-8,5 miliardi di euro, in quanto «potrebbe ritenere che Autostrade dovrà pagare ulteriori compensazioni». Piazzetta Cuccia ha dedicato ad Atlantia, holding controllata dalla famiglia Benetton che tiene la maggioranza assoluta di Aspi, un’ampia analisi.

La società, scrive l’istituto, è al centro di «una complessa situazione con una visibilità molto bassa». Secondo Mediobanca «il valore dell'indennizzo è decisivo per ripagare gli azionisti e obbligazionisti di Autostrade per l'Italia e per evitare implicazioni su Atlantia, alla luce del fatto che sei miliardi di bond di Aspi sono garantiti» dalla holding.

Atlantia potrebbe infatti finire «sotto grande pressione finanziaria» nel caso in cui «non venisse riconosciuto alcun indennizzo per la revoca della concessione». In tal caso la holding potrebbe contare solo su 300 milioni di dividendi dalle attività residue (gli aeroporti di Roma e di Nizza, le concessioni in America Latina) per far fronte a 5,2 miliardi di debiti (2 propri, 3,2 di  Autostrade al netto dei 2,9 miliardi di cassa della concessionaria). Senza contare che Autostrade per l'Italia garantisce 1,2 miliardi di bond di Atlantia, che dunque, in caso di fallimento della concessionaria, dovrebbe offrire garanzie alternative ai bondholder o rimborsarli anticipatamente.