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Avviata la revoca della concessione. Salvini: da Autostrade nessuna dignità

Dopo il crollo del Ponte Morandi il premier Conte annuncia l’iter per la “caducazione” senza penali da pagare

ROMA. Luigi Di Maio ha avuto al tema un approccio più emotivo, ribadito anche ieri: «Non si può continuare a far finta che nulla sia accaduto. Questa gente continua a far pagare il pedaggio senza portare manutenzione ordinaria e straordinaria, ed è ora di dire basta».

Di più, ha aggiunto duro, «il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l’Italia». Matteo Salvini si è mosso con fare più pragmatico «Sono in attesa di un seg ...

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ROMA. Luigi Di Maio ha avuto al tema un approccio più emotivo, ribadito anche ieri: «Non si può continuare a far finta che nulla sia accaduto. Questa gente continua a far pagare il pedaggio senza portare manutenzione ordinaria e straordinaria, ed è ora di dire basta».

Di più, ha aggiunto duro, «il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l’Italia». Matteo Salvini si è mosso con fare più pragmatico «Sono in attesa di un segnale di dignità da parte di Società Autostrade. Pensavo facesse qualcosa già nelle prime ore».

La sostanza però non cambia. Il governo ha davvero avviato la procedura per togliere tutte le autostrade alla società dei Benetton, non solo il tratto coinvolto nel crollo. Lo ribadisce con un comunicato ufficiale il premier Giuseppe Conte: «Il governo, tramite la competente Direzione del ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a Autostrade per l’Italia la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione», usando un’espressione chiave che significa che la procedura avviata non passa per la revoca, regolata dall’articolo 9 bis della convenzione, bensì per la decadenza, all’articolo 9.

Sembrano sottigliezze giuridiche, ma ne discende se si pagheranno le penali oppure no. E in soccorso alla maggioranza giallo-verde viene l’autorevole parere di Guido Alpa, illustre giurista, in passato vicino al centrosinistra, maestro di Conte: «È sbagliato – spiega – dire che l’eventuale revoca della concessione implicherebbe comunque un esborso di miliardi da parte dello Stato per effetto di penali» perché, «in base alle norme tra cui l’art. 177 del codice degli appalti, se si stabilisce che inadempiente non è la stazione appaltante e concedente, vale a dire lo Stato, ma il concessionario che gestisce la tratta autostradale, l’inadempimento del gestore implica la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno».

Il «pragmatico» Salvini, intanto, nega che vi siano divisioni nel governo e mira al sodo sapendo che il procedimento sarà lungo. «Non durerà 15 giorni. Ci saranno le controdeduzioni di Autostrade, ci saranno pareri e contropareri, passeranno settimane se non mesi».

A Salvini preme sottolineare i fatti: «Sono evidenti le colpe fattuali della società che ha incassato centinaia di milioni di euro di utili, che l’anno scorso ha incassato 3,5 miliardi di pedaggi autostradali dagli italiani, e non ha fatto quello che doveva fare.

Mi sembra il minimo avviare le pratiche per rescindere il contratto, come mi sembra il minimo che società Autostrade da subito, da oggi, metta a disposizione dei parenti della vittime tutto quello che può».

L’elenco delle provvidenze lo snocciola il leghista Edoardo Rixi, sottosegretario alle Infrastrutture e genovese: «A parte il discorso sulla concessione, che avrà i suoi modi e i suoi tempi, la società paghi per la costruzione del nuovo ponte, dia entro Natale una casa agli sfollati, aiuti generosamente le famiglie delle vittime. Dovrà essere chiaro che un evento del genere costa caro. Nessun manager dovrà mai più pensare che è meglio rinviare le spese per la manutenzione». Intanto, il governo è pronto se serve, annuncia Di Maio a aiutare Genova per decreto.