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Disastro di Genova, incontro segreto dei vertici di Atlantia e Edizione a Milano

Fabio Cerchiai, Presidente Edizione

L’indiscrezione è circolata questa mattina, dopo un pezzo pubblicato su Lettera43. L’incontro dove sarebbero stati presenti oltre a Giovanni Castellucci i vertici di Edizione, Fabio Cerchiai e Marco Patuano, non è confermato ufficialmente.

MILANO. «Riunione segreta stamattina a Milano dei top manager Benetton sui fatti di Genova». Ne dà notizia il giornale on line Lettera43, che indica tra i presenti «Fabio Cerchiai e Marco Patuano (presidente e ad di Edizione) e il numero uno di Autostrade Castellucci». Con loro «uno stuolo di legali», ha twittato il giornalista Paolo Madron. La notizia non è confermata.

Intanto dopo le dichiarazioni del vice-premier Luigi Dei Maio che ha ribadito come il governo intenda proseguire sulla strad ...

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MILANO. «Riunione segreta stamattina a Milano dei top manager Benetton sui fatti di Genova». Ne dà notizia il giornale on line Lettera43, che indica tra i presenti «Fabio Cerchiai e Marco Patuano (presidente e ad di Edizione) e il numero uno di Autostrade Castellucci». Con loro «uno stuolo di legali», ha twittato il giornalista Paolo Madron. La notizia non è confermata.

Intanto dopo le dichiarazioni del vice-premier Luigi Dei Maio che ha ribadito come il governo intenda proseguire sulla strada di una revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia il titolo Atlantia frena in Borsa. Complice anche l’intonazione negativa del mercato, il gruppo, attorno alle 15, recupera il 3,72% dopo aver superato il +7% in mattinata.

Matteo Salvini ha esordito con un «No non siamo al mercato». Così ha risposto al Tgcom24 il ministro dell'Interno alla domanda se potrebbe essere messa da parte la via della revoca nel caso in cui Autostrade mettesse a disposizione fondi e aiuti. «Ci sono i morti. Se facesse quello che ha detto di fare, Autostrade farebbe il minimo del dovuto per risarcire in minima gli italiani. Ma non siamo lì a contrattare a fronte di questa tragedia», «Non cerco vendetta», ha aggiunto, «ma l'atteggiamento del governo sarà rigoroso».

In mattinata era sembrato che l’intenzione del governo di punire subito e con durezza Atlantia dopo il crollo del ponte Morandi di Genova si fosse di colpo raffreddata. A far calare la temperatura, da una parte le possibili controversie legali legate alla revoca della concessione e dall’altra anche le posizioni assunte da Consob e Confindustria che mettono in guardia l’esecutivo giallo-verde. L’organo di vigilanza sulla Borsa, che ha il compito di tutelare il risparmio, si sarebbe messo in contatto con palazzo Chigi e ai collaboratori del premier avrebbe fatto presente come anche nel pretendere provvedimenti ritenuti giusti ci siano precise regole da rispettare, trattandosi in questo caso di una società quotata.

Il contatto con Consob, riferiscono i nostri quotidiani, sarebbe avvenuto ieri mattina, alla luce delle notizie allarmanti che arrivavano da piazza Affari. Secondo fonti politiche accreditate, l’organo guidato da Mario Nava non ha lanciato alcun altolà, tantomeno ha contestato il diritto del governo di revocare la concessione qualora lo ritenga opportuno. Semmai, ha suggerito di agire nel pieno rispetto delle procedure, in modo da non prestare il fianco a controffensive legali di Atlantia che potrebbero rivelarsi dannose per lo Stato.

Confindustria, da parte sua, dà voce alla preoccupazione per «un atteggiamento anti imprese che è poco responsabile e pericoloso» da parte del governo. Secondo Paolo Scudieri, della Adler Group - azienda che produce componenti per il mercato del trasporto - e membro dell’advisory board di Confindustria, premier e ministri non tengono conto che le loro affermazioni «possono distruggere un titolo in Borsa, penalizzando l’imprenditore ma soprattutto le famiglie di risparmiatori che hanno partecipato evidentemente alla creazione del valore dell’azienda stessa». Secondo Scudieri, «l’emotività forse gli fa dire certe cose, e la revoca della concessione è l’ennesimo annuncio tra gli annunci che fa scalpore. Ma fa soprattutto dei danni incalcolabili».