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Atlantia il retroscena, la Consob frena il Governo «Pericoloso turbare i mercati»

L’organo che tutela il risparmio si è messo in contatto con Palazzo Chigi e, ai collaboratori del premier, ha fatto presente come perfino nel prendere giusti provvedimenti ci siano precise regole da rispettare, trattandosi in questo caso di società quotata in Borsa. Oggi il titolo della societ6à che controlla Autostrade riprende quota in Borsa

ROMA. L’intenzione di punire subito e con durezza Atlantia, annunciata dal governo sull’onda della tragedia genovese, si è in parte raffreddata alla luce delle possibili controversie legali ma anche, e soprattutto, dopo un intervento riservato di Consob.

L’organo che tutela il risparmio si è messo in contatto con Palazzo Chigi e, ai collaboratori del premier, ha fatto presente come perfino nel prendere giusti provvedimenti ci siano precise regole da rispettare, trattandosi in questo caso di s ...

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ROMA. L’intenzione di punire subito e con durezza Atlantia, annunciata dal governo sull’onda della tragedia genovese, si è in parte raffreddata alla luce delle possibili controversie legali ma anche, e soprattutto, dopo un intervento riservato di Consob.

L’organo che tutela il risparmio si è messo in contatto con Palazzo Chigi e, ai collaboratori del premier, ha fatto presente come perfino nel prendere giusti provvedimenti ci siano precise regole da rispettare, trattandosi in questo caso di società quotata in Borsa. Dunque Conte e i ministri più direttamente coinvolti farebbero bene a evitare dichiarazioni mal calcolate, potenzialmente in grado di turbare i mercati causando danni agli investitori. In caso contrario gli annunci del governo, come la revoca della concessione, potrebbero trasformarsi in boomerang: un rischio assolutamente da evitare.

Allarme mercati

La telefonata di Consob è partita verso metà mattina, alla luce delle notizie allarmanti che giungevano da Piazza Affari. Di Maio aveva appena confermato la decisione di revocare la licenza ad Atlantia, e come contraccolpo il titolo stava perdendo oltre il 20% (cresciuto in chiusura di giornata fino al 22,26 pari a 4 miliardi di capitalizzazione). Il vice-premier nega un legame di causa-effetto, sostenendo che le reazioni della Borsa avevano in parte già preceduto le uscite sue e quelle del premier. Sta di fatto che a metà seduta tutti i titoli del settore, compresi Sias e Astra del gruppo Savio, stavano registrando ingenti perdite sul timore che l’intero sistema delle concessioni potesse venire travolto. Sempre ieri mattina, nelle stesse ore, lo spread aveva ripreso a crescere superando quota 280, quasi rimarcando la fragilità del sistema.

Ecco come mai Consob si è mossa per segnalare le proprie preoccupazioni. Secondo fonti politiche accreditate, l’organo guidato da Mario Nava non ha lanciato alcun altolà, tantomeno ha contestato il diritto del governo di revocare la concessione qualora lo ritenesse opportuno. Semmai, ha suggerito di agire nel pieno rispetto delle procedure, evitando accuse non comprovate, in modo da non prestare il fianco a controffensive legali di Atlantia che potrebbero rivelarsi dannose per lo Stato italiano e nocive per gli stessi personaggi di governo se è vero, come scommette il renziano Michele Anzaldi, che «qualcuno sarà chiamato a rispondere di aggiotaggio».

Cambio di strategia

L’effetto pratico di questa «interlocuzione» tra Consob e governo consiste in un palese cambio di strategia. Il fuoco della polemica giallo-verde si è spostato sui presunti finanziamenti dei Benetton al Pd mentre la revoca della concessione ad Atlantia è stata declassata (vedi il blog grillino) a ipotesi di lavoro da verificare.

Per uno strano paradosso, chi ha messo il governo sul chi vive è stata proprio una delle figure di garanzia che i nuovi padroni della politica avrebbero voluto cacciare. Mario Nava, dallo scorso dicembre presidente Consob, è un economista indipendente cresciuto nei ranghi della Commissione Ue, perciò visto come il fumo negli occhi dai sovranisti più accesi che cercano le prove della sua presunta sudditanza «europea» nella scelta di non licenziarsi a Bruxelles e di aver chiesto dopo la nomina in Consob una semplice aspettativa. Nulla osta sul piano formale, così hanno stabilito Parlamento, Corte dei Conti e (sullo sfondo) Quirinale. Ma ciò non impedisce a certi ambienti grillini di insistere nella caccia a Nava in nome dello spoils system.