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Asco esce quasi il 30 per cento dei soci, operazione da 157 mln

Il dato ufficiale parla del 26,7% ma le Pec arrivate faranno salire la quota. I Comuni dissidenti e Plavisgas, che resta con lo 0,5%, vogliono più soldi, ma la cedola forse non servirà. Della Giustina canta vittoria però i privati del veicolo di Marchetto Malvestio&Co posso comprare, volendo, le quote degli azionisti usciti e il nodo Madia non è ancora risolto

TREVISO. L’operazione di recesso da Asco holding sarebbe un po’ più bassa del previsto, il 26,76% del capitale, per un controvalore di 140 milioni. E ora si studia di modificare l’architettura finanziaria per liquidare i soci. L’ipotesi del dividendo straordinario, che farebbe pesare la modifica della governance sul piano sotto, cioè sulla controllata al 61% Ascopiave, potrebbe anche essere rivista. Ma le tensioni all’interno della holding non sono ancora risolte. Il 66% dei soci che hanno d ...

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TREVISO. L’operazione di recesso da Asco holding sarebbe un po’ più bassa del previsto, il 26,76% del capitale, per un controvalore di 140 milioni. E ora si studia di modificare l’architettura finanziaria per liquidare i soci. L’ipotesi del dividendo straordinario, che farebbe pesare la modifica della governance sul piano sotto, cioè sulla controllata al 61% Ascopiave, potrebbe anche essere rivista. Ma le tensioni all’interno della holding non sono ancora risolte. Il 66% dei soci che hanno deciso di uscire ha contestato il valore di recesso che era stabilito a 3,75 euro. Una conseguenza quasi scontata, dopo che il fondo F2i ha dimostrato il suo interessamento alla utility dichiarando di essere disposto a pagare di più del prezzo di recesso. E anche se la manifestazione di interesse non è sfociata in un’offerta vera e propria tanto è bastato per far scattare la corsa al rialzo.

I soci che escono
I dati relativi al recesso degli azionisti della holding che controlla la multiutility di Pieve di Soligo sono arrivati ieri, anche è possibile che la quota dei soci che recedono sia leggermente più alta, in quanto le raccomandate potevano essere inviate fino al 10 agosto e quindi qualche adesione potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Le indiscrezioni dicono che sono arrivate via Pec recessi per il 29,95%, percentuale che farà alzare il valore a 157 milioni di euro. Sulla base delle comunicazioni arrivate alla Società, si legge nella nota stampa, il diritto di recesso è stato esercitato su 37.464.867 azioni, ovvero il 26,76% del capitale sociale di Asco Holding. Il pagamento è stato chiesto per il 13,96% del capitale sociale di Asco Holding in denaro e per il 12,80% mediante attribuzione di azioni della controllata Ascopiave. Messo in numeri significa che le azioni Ascopiave che verranno cedute ai soci risultano più basse dell’11,5% del capitale della utility messo a disposizione, in tutto verrà liberato circa il 6% del capitale. Ma la parte più interessante è che oltre la metà dei recedenti (circa 73 milioni di euro considerando il valore di recesso a 3,75 euro) hanno impugnato il valore di liquidazione. A specificarlo è la stessa società, nel passaggio in cui afferma che saranno oggetto di prelazione nel prossimo mese solo le oltre 12 milioni di azioni Asco mentre le altre, circa 24 milioni di azioni riguardano invece i soci che hanno contestato il valore. E quindi si apre un problema, poiché liberando le azioni dei comuni che non hanno contestato il recesso si crea una doppia prelazione con un potenziale doppio prezzo tra quelli che hanno accettato il valore di recesso a 3,75 e quelli che invece lo hanno impugnato e attendono il pronunciamento dell’arbitro. Un doppio binario che i privati di Plavisgas già hanno detto che ritengono illegittimo.

La struttura finanziaria
Ora ci sarà tempo un mese per affrontare gli altri passaggi. Solo alla fine del periodo di prelazione per i soci che vogliano compare le quote degli azionisti usciti si capirà come sarà impostato il piano finanziario. Inizialmente era prevista un’architettura finanziaria più onerosa, pari a 200 milioni di euro. Ora, anche se dovesse essere confermato il recesso per il 30% del capitale, come anticipato nei giorni scorsi, si tratterebbe di un esborso inferiore. E quindi la holding sta valutando il da farsi. Ci sono circa 22 milioni di euro in cassa e si potrebbe far ricorso all’indebitamento per 50 milioni di euro a cui si somma la parte degli eventuali 77 milioni di euro di dividendo straordinario, di cui alla holding andrebbero 47 milioni. Se la società che controlla Ascopiave decidesse di alzare l’indebitamento a supporto dell’operazione questo valore, che ricade sulle finanze proprio di Ascopiave, potrebbe essere ridotto.

In attesa di capire a settembre cosa succederà Giorgio Giuseppe Della Giustina festeggia la quasi uscita dei soci privati, Plavisgas si è tenuta lo 0,5% del capitale e ha ceduto il resto, e dei comuni dissidenti. «L’adesione di oltre il 70% – dice il presidente di AscoHolding - testimonia la fiducia accordata dai soci al percorso di Asco e consentirà una maggiore coesione e stabilità della governance». Eppure ora con il suo 0,5% Plavisgas, volendo, potrebbe salire fino al 30% della holding. Forse è un po' presto per cantare vittoria.