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Terremoto in Ascopiave, Gumirato si dimette

La notizia, arrivata ieri a mercati chiusi, è il culmine di un Armageddon che sta coinvolgendo anche il piano sopra della Holding, in uno scontro che coinvolge soci pubblici, privati e una frangia di amministrazioni dissidenti. Fatto quest’ultimo che dimostra come sia in atto una durissima dialettica interna alla Lega che tiene il comando della maggioranza delle amministrazioni socie

TREVISO. Quello che si sta consumando in Ascopiave, al piano di sopra della holding, tra i sindaci azionisti, divisi tra dissidenti della Lega e allineati come è emerso dal cambio di statuto, i soci privati di Plavisgas, e ancora l’offerta di F2i portata da Enrico Marchi di Finint e prima ancora le uscite polemiche di Amber ha i contorni di un Armageddon. Che ieri ha trovato il suo culmine nell’uscita di Roberto Gumirato, il grande risanatore della utility dopo le disgraziate campagne di Rus ...

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TREVISO. Quello che si sta consumando in Ascopiave, al piano di sopra della holding, tra i sindaci azionisti, divisi tra dissidenti della Lega e allineati come è emerso dal cambio di statuto, i soci privati di Plavisgas, e ancora l’offerta di F2i portata da Enrico Marchi di Finint e prima ancora le uscite polemiche di Amber ha i contorni di un Armageddon. Che ieri ha trovato il suo culmine nell’uscita di Roberto Gumirato, il grande risanatore della utility dopo le disgraziate campagne di Russia sotto l’egida di Sinergie Italiane che sei anni fa rischiavano di far colare a picco quello che era (ed oggi è nuovamente) un gioiello nel panorama delle utility italiane. È uno scontro durissimo quello in seno ad
Ascopiave, in cui c’è una parte dei sindaci soci che ha ancora una visione solo politica della grande utility e chi invece sta esprimendo nelle scelte un percorso, una visione strategica, che dal solco politico si sta affrancando. E lo scontro tra politica e azienda è anche alla base del divorzio tra Gumirato e Ascopiave. Il manager ex Electrolux, ex Gruppo Zamparini e un passato a Chicago nella mitica società della consulenza aziendale, quella che fu la Arthur Andersen. Interista fino al midollo, una sola legge: i numeri. Roberto Gumirato, direttore generale di
Ascopiave, lascia dunque la utility nordestina. Ieri sera a mercati chiusi l’ufficialità con un comunicato in cui si legge che si è raggiunto un accordo consensuale tra il manager e la società. Una convivenza, quella tra Gumirato e l’attuale gestione, che non poteva più continuare. Una visione molto politica quella dell’attuale presidente Nicola Cecconato in quota Lega che si infrangeva su quella aziendalista del Dg. Da lì la necessità di separarsi. L’intesa prevede, si legge nella nota, la risoluzione consensuale con effetto a far data dal 15 novembre, in quella data Gumirato rassegnerà le dimissioni . In totale tra incentivo all’esodo, un premio straordinario per la gestione della vicenda di Sinergie Italiane e l’accordo di non concorrenza sottoscritto, il manager uscirà con oltre 1,8 milioni di euro. E la fila fuori per accaparrarselo. Le offerte non mancano e Gumirato pare sia già stato avvicinato da un’altra quotata e da un importante gruppo veneto. In
Ascopiave era arrivato come cfo, poi aveva assunto la carica di direttore generale, siamo nel 2012. Da disinnescare c’era la bomba Sinergie Italiane e gli accordi fatti con Gazprom. Un ginepraio di impegni e rischi, fideiussioni e accordi incrociati di acquisizione e vendita del gas per importi astronomici che aveva portato la perdita nel 2011 di quasi 100 milioni di euro (92 milioni per la precisione). Un rosso che rischiava di far crollare la società.