Vaccino contro l'influenza A, la prima «cavia» è un medico
PADOVA. È Vitaliano Bernini il primo padovano
vaccinato contro la nuova influenza. Ieri pomeriggio, alle 15.15,
la prima siringa ha colpito il braccio del medico internista dell’o
spedale Sant’Antonio. Dopo di lui l’operatore socio sanitario
Daniele Girimonte e la collega Mariacristina Tono. Così l’Usl 16 ha
dato il via alla campagna vaccinale contro l’influenza A/H1N1. Come
da tabella di marcia i primi ad essere invitati e sottoposti alla
vaccinazione sono stati gli operatori della sanità. Oggi stesso il
direttore generale dell’azienda sanitaria territoriale Fortunato
Rao renderà noto il calendario completo della campagna contro la
suina.
IL BUON ESEMPIO. Sorpresi per tutta l’attenzione
che è stata rivolta a quella punturina, Bernini, Girimonte e Tono
hanno spiegato il motivo per cui si sono resi testimonial della
lotta contro la nuova influenza. «È una questione di salute
pubblica - ha sottolineato il medico appena vaccinato - se il
personale sanitario si ammala chi cura i pazienti? Non possiamo
permetterci di far saltare il sistema. Quest’influenza ha
dimostrato di non avere effetti gravi, ma di essere particolarmente
contagiosa. Ecco perché chi indossa un camice bianco non può
lasciarsi prendere in contropiede dal virus». Daniele Girimonte è
stato il punzecchiato per secondo. E quest’anno ha fatto cappotto:
«Mi sono vaccinato sia contro l’influenza stagionale che contro l’i
nfluenza A». Mariacristina Tono invece si è vaccinata in primo
luogo per non «portare a casa» il virus: «Mia madre è malata. Se la
contagiassi con l’influenza metterei a grave rischio la sua
salute».
IL CONSENSO. I tre camici bianchi, prima di sottoporsi
alla puntura di Focetria (così si chiama il vaccino), hanno dovuto
leggere, compilare e controfirmare ben sette pagine di consenso
informato. E così dovranno fare tutti coloro che si vaccineranno
contro l’A/H1N1. «E’ necessario - ha spiegato il direttore
sanitario dell’Usl 16 Daniele Donato - per la novità della
procedura. Ma bisogna tener presente che anche quando ci si
sottopone alla vaccinazione contro la stagionale il medico svolge
un’accurata anamnesi». Contro la suina è tutto nero su bianco. Una
prima parte in cui si ricostruisce il proprio passato sanitario,
una seconda in cui viene spiegato che cos’è il vaccino, una terza
parte in cui vengono elencati effetti collaterali, interazioni e
via dicendo di Focetria con altri medicinali. Di primo acchito un
po’ di stupore da parte dei tre vaccinandi poi la maturata
consapevolezza che ogni medicinale è accompagnato da un foglietto
illustrativo, l’arcinoto bugiardino.
SOTTO A CHI TOCCA. Sarà invitato a vaccinarsi
tutto il personale sanitario e sociosanitario pubblico e privato
che opera in ospedali, case di cura, case di riposo. Saranno
chiamati anche gli operatori dei servizi sanitari e sociosanitari
territoriali, dei servizi per minori, disabili, tossicodipendenti,
malati di Aids. Poi sarà la volta di farmacisti ed operatori dei
servizi di supporto (pulizie, mensa, manutenzione, personale
tecnico ed amministrativo). In seconda battuta saranno invitate a
sottoporsi a vaccinazione le donne al secondo e terzo trimestre di
gravidanza, gli assistenti dei bambini con età inferiori a 6 mesi e
tutte le persone considerate a rischio per patologia nate a partire
dal 1992.
(03 novembre 2009)