Suina, quattro bambini ricoverati
Sono tutti sotto stretta osservazione nel dipartimento di Pediatria
Febbre, tosse e raffreddore stendono sempre più padovani: sono
migliaia le persone che stanno facendo i conti con l’influenza A.
Un virus che trova terreno fertile soprattutto nei più piccoli.
Attualmente sono quattro i bambini contagiati dalla nuova
influenza.
Sono tutti ricoverati nel
dipartimento di Pediatria dell’azienda ospedaliera. Il virus in
questi bimbi è andato però a peggiorare patologie già esistenti. La
nuova influenza genera timori ed apprensione nei genitori: ed ecco
le aule deserte per la paura del contagio e la crescita degli
accessi al pronto soccorso pediatrico di via Giustiniani. Sul
fronte vaccino invece l’azienda ospedaliera registra solo una
tiepida accoglienza alla campagna vaccinale contro l’A/H1N1.
IN PEDIATRIA. «Ultimamente - spiega Liviana Da Dalt,
responsabile del reparto di terapia d’urgenza pediatrica- è stato
registrato un più dieci per cento di accessi al pronto soccorso».
Genitori che chiedono informazioni e che restano atterriti di
fronte a qualche linea di febbre. «Situazioni che nella maggior
parte dei casi possono essere gestite dal pediatra di famiglia».
Nel frattempo il numero dei ricoverati si ferma a quota quattro,
tutti pazienti pediatrici. Nessuno è grave: tutti rispondono bene
alle terapie. Solo agli ospedalizzati viene praticato il tampone
naso-faringeo a caccia del virus A: «Facciamo il test solo nei
pazienti più gravi - continua Da Dalt - per poter fronteggiare al
meglio il virus in particolari condizioni». Questa influenza che fa
tanta paura ai genitori, pare non spaventare più di tanto gli
addetti ai lavori.
LA VACCINAZIONE. L’Usl 16 ha messo a punto la tabella di
marcia vaccinale: guidati dal ragionamento «se si ammalano loro a
noi chi ci cura?» i primi a poter agguantare una dose di vaccino
sono stati i camici bianchi. Le cifre della prima tre giorni di
campagna contro l’A/H1N1 (ha avuto inizio il 2 novembre) delineano
un quadro a tinte freddine: solo in 193, su oltre diecimila
dipendenti della sanità padovana, hanno bussato alla porta dell’a
mbulatorio dell’unità operativa di malattie infettive adibito a
sede vaccinale. E, numeri alla mano, gli scettici del vaccino non
sono i dottori, ma il personale non medico. Il trend del numero di
vaccinati però è in continua crescita: solo 33 dosi il primo
giorno, 70 il secondo e 90 ieri.
LE CIFRE. La prima e parziale classifica che fotografa l’i
ndice di gradimento del vaccino per scacciare la nuova influenza
vede in testa proprio i medici: tra personale di azienda,
università, Iov e contrattisti sono stati vaccinati in 77. Pochini
gli infermieri: solo trentuno. Si contano sulle dita di una mano
invece gli operatori socio sanitari, cinque. Altrettanti i tecnici
di laboratorio che hanno scoperto il braccio per farsi iniettare la
dose di Focetria. Poi un tecnico di Radiologia, un ortottista e
persino un portiere. Solo tre i dipendenti dell’Usl 16 che hanno
scelto via Giustiniani per vaccinarsi. Si attende che le dosi siano
a disposizione in tutte le sedi distrettuali. Cinque i medici dell’i
stituto oncologico veneto che hanno detto «sì» alla campagna
vaccinale numero due.
NELLE SCUOLE. Scuole in allerta. Alla elementare Randi di
via Piave le assenze si assestano tra il 35 e il 40 per cento in
ogni classe. Alla Vivaldi, zona Sacra Famiglia, in una classe ieri
sono state registrate 15 assenze su 26 alunni. «La situazione è
sotto controllo - dice il provveditore Franco Venturella - i
dirigenti devono rapportarsi con le autorità regionali in caso di
assenze di massa».
(05 novembre 2009)