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sabato 13.03.2010 ore 23.04
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Smaltire i rifiuti costa di più, aumenti in vista

Il prezzo passa da 126 a 131 euro a tonnellata, AcegasAps chiede al Comune altri due milioni. L’ad di AcegasAps Cesare Pillon: "Così ammortizziamo il nuovo inceneritore"
Costi sempre più alti per lo smaltimento dei rifiuti. Il consorzio Padova 2 ha deciso l’aumento per il 2010 da 126 a 131 euro a tonnellata. E AcegasAps chiede al Comune 2 milioni in più: praticamente inevitabile l’aumento della Tia. Nonostante il nuovo inceneritore. E l’ad Cesare Pillon afferma: «Non chiuderemo la prima linea».

AUMENTANO I COSTI. Come anticipato dal mattino il Comune è impegnato in una trattativa serrata con AcegasAps per «frenare» l’aumento dei costi. «Il consorzio ha aumentato la tariffa: è normale che questo si rifletta sulla bolletta» ha spiegato ieri l’amministratore delegato di AcegasAps Cesare Pillon. Un rialzo confermato anche dal presidente del Consorzio Padova 2 Amedeo Levorato: «Si tratta di un ritocco di meno di 4 euro» spiega. La vera stangata c’è stata un anno fa quando il prezzo dello smaltimento è passato da 116,91 a 126,91 euro a tonnellata. Un rialzo che però incide solo sul secco non riciclabile e non sulla differenziata. AcegasAps però conferisce al termovalorizzatore di San Lazzaro circa 80 mila tonnellate di rifiuti l’anno.

IL CONFRONTO SUL PEF
. Normale dunque che l’azienda di servizi chieda al Comune 2 milioni in più nel Pef 2010. Si tratta del piano economico finanziario che lega l’amministrazione ad AcegasAps in tutti i servizi ambientali: un accordo che nel 2009 è stato di 36 milioni. Palazzo Moroni sta cercando di «limare» su 400 mila euro. «E’ normale che più servizi ci chiedono più aumentano i costi» spiega Pillon. Una volta concluso il Pef sarà possibile definire con esattezza la Tia e gli aumenti per le utenze domestiche e le imprese.

LA TERZA LINEA
. Aumenti che serviranno anche ad Aps per «ammortizzare» l’investimento di 100 milioni di euro sulla terza linea dell’inceneritore di San Lazzaro. «Ma questo ci consentirà di risparmiare sul costo dei rifiuti nei prossimi anni» spiega Pillon. L’attivazione della nuova linea è in ritardo a causa del ritardo di allacciamento dell’alta tensione. E la richiesta di chiudere almeno la prima linea fatta dagli ambientalisti e condivisa dall’assessore all’ambiente Zan? «Nessuno può imporre a una società di ridurre la propria capacità produttiva - risponde Pillon - Perciò non lo faremo».
(26 gennaio 2010)
 
 
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