Smaltire i rifiuti costa di più, aumenti in vista
Il prezzo passa da 126 a 131 euro a tonnellata, AcegasAps chiede al Comune altri due milioni. L’ad di AcegasAps Cesare Pillon: "Così ammortizziamo il nuovo inceneritore"
Costi sempre più alti per lo smaltimento dei rifiuti. Il consorzio
Padova 2 ha deciso l’aumento per il 2010 da 126 a 131 euro a
tonnellata. E AcegasAps chiede al Comune 2 milioni in più:
praticamente inevitabile l’aumento della Tia. Nonostante il nuovo
inceneritore. E l’ad Cesare Pillon afferma: «Non chiuderemo la
prima linea».
AUMENTANO I COSTI. Come anticipato dal mattino il
Comune è impegnato in una trattativa serrata con AcegasAps per
«frenare» l’aumento dei costi. «Il consorzio ha aumentato la
tariffa: è normale che questo si rifletta sulla bolletta» ha
spiegato ieri l’amministratore delegato di AcegasAps Cesare Pillon.
Un rialzo confermato anche dal presidente del Consorzio Padova 2
Amedeo Levorato: «Si tratta di un ritocco di meno di 4 euro»
spiega. La vera stangata c’è stata un anno fa quando il prezzo
dello smaltimento è passato da 116,91 a 126,91 euro a tonnellata.
Un rialzo che però incide solo sul secco non riciclabile e non
sulla differenziata. AcegasAps però conferisce al
termovalorizzatore di San Lazzaro circa 80 mila tonnellate di
rifiuti l’anno.
IL CONFRONTO SUL PEF. Normale dunque che l’azienda di
servizi chieda al Comune 2 milioni in più nel Pef 2010. Si tratta
del piano economico finanziario che lega l’amministrazione ad
AcegasAps in tutti i servizi ambientali: un accordo che nel 2009 è
stato di 36 milioni. Palazzo Moroni sta cercando di «limare» su 400
mila euro. «E’ normale che più servizi ci chiedono più aumentano i
costi» spiega Pillon. Una volta concluso il Pef sarà possibile
definire con esattezza la Tia e gli aumenti per le utenze
domestiche e le imprese.
LA TERZA LINEA. Aumenti che serviranno anche ad Aps per
«ammortizzare» l’investimento di 100 milioni di euro sulla terza
linea dell’inceneritore di San Lazzaro. «Ma questo ci consentirà di
risparmiare sul costo dei rifiuti nei prossimi anni» spiega Pillon.
L’attivazione della nuova linea è in ritardo a causa del ritardo di
allacciamento dell’alta tensione. E la richiesta di chiudere almeno
la prima linea fatta dagli ambientalisti e condivisa dall’assessore
all’ambiente Zan? «Nessuno può imporre a una società di ridurre la
propria capacità produttiva - risponde Pillon - Perciò non lo
faremo».
(26 gennaio 2010)