Sinigaglia: «Un attestato senza equivoci»
Il vicesindaco ribadisce la linea scelta: «Mai confuso la famiglia con l'affetto»
di E. M.
Vice sindaco, preoccupato dai «Pacs alla padovana»?
E perché mai dovrei preoccuparmi. Il Tar ha dato ragione al
Comune, legittimando la delibera del consiglio. Ci ha semplicemente
invitato a specificare meglio il modulo dell'Angrafe. Lo faremo
senz'altro e senza la minima difficoltà. Se c'era una questione che
mi preoccupava, era l'adeguamento dello stadio Euganeo alle norme
di sicurezza. Ma abbiamo trovato i soldi.
Tutto bene, dunque?
Guardi, ripeto per l'ennesima volta ciò che era chiarissimo fin da
dicembre scorso. Abbiamo tenuto distinta la famiglia anagrafica da
quella nucleare in base allo stato civile. Personalmente, trovo la
lunga e dettagliata motivazione della sentenza del Tar un'ulteriore
conferma della posizione che ho sempre sostenuto.
E la famiglia nella versione cattolica?
Gli amici della Diocesi sanno perfettamente com'è coerentemente
distinta la famiglia di cui parla anche la nostra Costituzione
dall'attestato di riconoscimento anagrafico, che ora anche il Tar
riconosce. La stessa ordinanza sindacale, che applica la delibera
del consiglio comunale, ripete esattamente quest'impianto.
C'è chi diceva che il Comune avrebbe dovuto ricorrere al
Consiglio di Stato...
Non ne vedo proprio ragione. Se mai sarà l'avvocato Cacciavillani
a presentarlo, visto che la sua iniziativa non ha trovato
soddisfazione al Tar.
Avanti con i Pacs?
No. Con l'attestato. L'Anagrafe rilascia, su richiesta degli
interessati, un attestato. Finora, erano 22. In base all'invito del
Tar, si provvederà a specificare meglio gli articoli della legge.
Chi ha già avuto l'attestato, se vuole, andrà a ritirarne un altro
con il nuovo testo. Se qualcuno vuole attestare il suo legame
affettivo, potrà continuare a presentare richiesta agli uffici
anagrafici. E ottenere, ripeto, un attestato.
L'Amministrazione di Padova, insomma, è finita sotto i
riflettori per una bolla di sapone?
Non abbiamo mai immaginato di arrogarci potestà legislative, che
com'è noto appartengono allo Stato. Non siamo usciti dal dettato
costituzionale. Né dalla legittimità, come riconosce la stessa
sentenza del Tar.
Cos'avete fatto?
Abbiamo messo insieme alcune discrezionalità normative, in base
alle leggi vigenti. E previsto il rilascio di un attestato
anagrafico. Per altro, Padova non è nemmeno il primo Comune
d'Italia dove ciò succede.
Politicamente?
Scelgo Rosy anche in questo campo. E lascio volentieri ad altri la
bandierina cattolica in stile propaganda.
Serafico, disteso, sicuro, tranquillo. Il vice sindaco Claudio
Sinigaglia non si lascia incantare né dal tam tam mediatico né
dalle intrepretazioni a senso unico della sentenza del Tar.
Dichiara semplicemente la fedeltà alla coerenza di un iter
amministrativo che, nella sostanza, non è mai uscito dai binari
della legalità anagrafica. E politicamente resta fermo alla mozione
approvata in consiglio. In punta di diritto, poi, «Perché mai il
Comune dovrebbe ricorrere? E' Cacciavillani che non ha vinto il
ricorso».
(30 agosto 2007)