"Siamo abbandonati", in municipio
blitz dei ragazzi down
Iniziativa di protesta dell'associazione Dadi in conferenza dei sindaci. Tolot: «Dopo il periodo a scuola, siamo abbandonati»
Mani in alto, sullo scalone di palazzo Moroni, per far risaltare la lettera che portavano impressa sulla loro t-shirt bianca: quando si sono schierati è comparsa la scritta «annullati». Poi i ragazzi «speciali» guidati da una Patrizia Tolot, più determinata che mai, hanno pacificamente invaso la sala dove era in corso la conferenza dei sindaci. Tolot è presidente dell'associazione Dadi, che riunisce i ragazzi affetti da sindrome di down e le loro famiglie: lotta da anni perché vengano riconosciuti i loro diritti. E' la stessa Patrizia Tolot a spiegare i motivi del blitz: ha preso il microfono e fatto presente a sindaci ed Usl 16 che bisogna destinare parte dei fondi per l'innovazione ad un loro progetto che rivoluziona l'approccio alla disabilità e «costa la metà dei Ceod, i centri educazionali diurni».
«E' mio dovere riportare la situazione di abbandono nella quale si trovano le famiglie. Terminato il percorso scolastico non c'è alcuna proposta dignitosa per la vita adulta di questi giovani da parte dei servizi competenti se non quella di restare a casa e perdere le abilità faticosamente conseguite».
Davide, un ragazzino del gruppo, ha consegnato alla conferenza una copia del progetto accompagnata da una preghiera: «Aiutateci a crescere».
Colti di sorpresa dal rumoroso fuori programma i sindaci e Fortunato Rao, dg dell'Usl 16, hanno promesso interessamento: «Dobbiamo sederci ad un tavolo e studiare gli strumenti più adatti per dare risposte all'associazione anche se ci sono delle griglie rigide da rispettare».
(29 aprile 2009)