Rivoluzione a Venezia: case pubbliche anche alle coppie gay
Il nuovo regolamento sulle graduatorie degli alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) apre alle coppie di fatto. "Quindi anche a quelle omosessuali - dice l'assessore Mara Rumiz - a condizione che un atto ne attesti la coabitazione"
di Roberta De Rossi
Le graduatorie delle case Erp del Comune di Venezia si aprono alle
coppie di fatto - anche omosessuali - equiparate nei punteggi alle
famiglie di neosposi. Premiati con un punto anche quanti denuncino
un contratto d’affitto in nero.
Queste alcune delle novità introdotte nei criteri di assegnazione
degli alloggi di edilizia popolare adottate dal Consiglio comunale,
che ha approvato due emendamenti presentati dal consigiere di
Rifondazione comunista, Sebastiamo Bonzio. Per quanto riguarda le
coppie o famiglie di fatto - che esibiscano la certificazione
rilasciata dall’anagrafe comunale che attesti una coabitazione già
in atto - il Comune riconosce loro 2 punti, per parificarle alle
coppie unite dal vincolo del matrimonio, già «premiate» dalla
normativa regionale.
La delibera non parla certo di coppie di fatto etero o gay, ma fa
riferimento all’articolo 4 del dpr 223/89, che stabilisce come per
«famiglia anagrafica» s’intenda quella composta da «persone legate
da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o
da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello
stesso comune». «Non c’è dubbio che ricomprenda tutte le famiglie
di fatto, anche omosessuali, a condizione che un atto ne attesti la
coabitazione», chiarisce l’assessora alla Casa, Mara Rumiz, «in
generale, si è inteso dare un incentivo alla formazione di nuove
famiglie di residenti, dare loro una chance in più, si tratti di
coppie sposate o no».
Con il secondo emendamento proposto da Rifondazione, chi faccia
emergere - con una denuncia all’autorità giudiziaria - l’esistenza
del proprio contratto di locazione in nero, avrà un punto
riconosciuto in graduatoria. «Sono due modifiche importanti»,
sottolinea soddisfatto Sebastiano Bonzio, «una sul piano della
giustizia civile, l’altra per la ricaduta sociale importantissima,
per stimolare i proprietari a comportamenti virtuosi, rispettosi
dei diritti degli inquilini e della fiscalità in generale».
Il Consiglio ha poi approvato un maxi-emendamento di giunta -
concordato con la commissione Casa - con il quale vengono assegnati
7 punti aggiuntivi a chi è seguito dai servizi delle politiche
sociali. Confermati inoltre - respingendo al mittente le proteste
di Lega e Pdl - anche i 4 punti aggiuntivi punti già riconosciuti
ai cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno,che
si ricongiungono alla famiglia, e due punti agli emigranti di
ritorno.
Approvata la delibera, entro febbraio sarà ora aperto il nuovo
bando, per la formazione deglla graduatoria dalla quale attingere
nelle prossime assegnazioni di alloggi comunali. «Altra novità è
rappresentata dal fatto, che la graduatoria non sarà più chiusa e
azzerata ogni 4, 5 anni», conclude l’assessora Rumiz, «ma sarà
aggiornata di anno in anno, con le nuove domande, ricomprendendo
anche sfrattati o famiglie con disagio abitativo».
(20 gennaio 2010)