Immigrazione
Presi d’assalto gli sportelli di Acli e Caritas
Marco Ferrero: «Migliaia di famiglie sono senza assistenza»
PADOVA. Padova è una delle province italiane dove è più alta la
presenza delle badanti straniere, che lavorano all’interno delle
famiglie ad accudire gli anziani non autosufficienti, spesso 24 ore
al giorno e con sola mezza giornata di libertà alla settimana.
Attualmente quelle con regolare permesso di soggiorno sono 9.871,
mentre quelle irregolari sono circa 3500, tra cui tantissime
ucraine, moldave e russe. Tra pochi giorni entrerà in vigore la
nuova legge sulla sicurezza, che prevede anche pene severe sia per
le badanti e le colf sans papier e sia per le famiglie che le
ospitano.
Alla luce del nuovo pacchetto sicurezza del governo divenuto legge
introducendo, tra le altre cose, anche il reato di clandestinità,
il presidente delle Acli provinciali di Padova, Marco Ferrero,
analizza la situazione locale: «Rispetto ai primi mesi dell’anno,
il flusso di immigrati irregolari provenienti dai paesi dell’Est è
aumentato, come, d’altronde, è aumentato il numero delle famiglie
padovane che, a causa della crisi economica, abbandonano colf e
badanti assunte regolarmente optando per lavoratrici pagate in nero
e non in regola con il permesso di soggiorno. Il problema di base
non cambia - precisa Ferrero - nel nostro paese, per gli stranieri
in cerca di lavoro, non esistono canali di ingresso legalizzati. Né
agenzie che gestiscono all’estero la domanda e l’offerta di lavoro
relative all’Italia. Chi entra deve comunque scontrarsi con
peripezie illegali». Secondo il presidente Acli, poi, c’è un altro
problema: «Dal dicembre 2007, i flussi di ingresso sono bloccati e,
quindi, chi dal gennaio 2008 avesse bisogno di assumere in regola
badanti e colf, non può farlo».
Da una settimana sia i datori di lavoro che le assistenti
familiari stanno prendendo d’assalto gli sportelli delle Acli,
della Caritas e dei sindacati per chiedere informazioni a riguardo.
«Alcune donne straniere sono letteralmente terrorizzate -
sottolinea Alessandra Vitali, responsabile della Cgil per l’i
mmigrazione -. Tra queste ci sono anche tutte quelle badanti, i cui
datori di lavoro hanno presentato da tempo la richiesta per la
regolarizzazione, ma le domande sono ancora ferme nei cassetti
della questura o del Ministero dell’Interno. Il rischio è che anche
a Padova e provincia migliaia di famiglie restino all’improvviso
senza assistenza per i loro cari più anziani e che tantissime donne
siano costrette a salire sui primi bus diretti verso est».
Sulle badanti, infine, prendono posizione anche il segretario
generale della Cgil, Andrea Castagna ed il consigliere regionale
del Pdl, Raffaele Zanon. «Le nuove misure contro gli stranieri
aprono una ferita profonda all’interno del nostro ordinamento
giuridico e, soprattutto, della nostra democrazia, comprimendo gli
spazi di libertà - osserva il numero uno del sindacato di via
Longhin -. Siamo davanti ad un provvedimento vessatorio e razzista,
che, tra l’altro, coinvolge tantissime donne straniere che lavorano
notte e giorno per venire incontro ai bisogni degli anziani non
autosufficienti». Diversa la posizione di Raffaele Zanon, che però
si dimostra favorevole a risolvere subito la questione delle
assistenti domestiche. «No a nuove sanatorie indistinte, sì a
regolarizzazioni serie per le badanti che ne hanno i requisiti»,
sostiene tout court il consigliere regionale azzurro. Intervengono
anche le dirette interessate. «Assisto, da cinque anni, un anziano
con il morbo di Alzheimer di 86 anni all’Arcella - spiega Ludmilla,
un’ucraina irregolare di Lvov, 47 anni -. Prima, per altri tre
anni, avevo lavorato come badante tutto fare, sempre in nero».
(08 luglio 2009)