Niente visite alle mamme Clinica e Ostetricia si difendono dal virus
S’allunga la lista dei malati, ricoverato quarantenne Padova: 12 casi significativi, di cui 7 bimbi (non gravi)
Mentre Divisione e Clinica ostetrica cercano di impedire con le
unghie e con i denti l’ingresso in corsia dell’influenza A, l’Asl è
costretta ad aprire le porte al terzo paziente «impegnativo»
contagiato dal virus A/H1N1. E’ un padovano di 40 anni, con
problemi cardio-respiratori e polmonari. Forse dovrà essere
rianimato.
Ieri era ancora ricoverato nell’unità operativa di Pneumologia, ma
potrebbe essere già stato trasferito in Rianimazione. Qui da lunedì
è ricoverato anche un cinquantaduenne colpito dalle complicazioni
polmonari che può portare con sè il virus della suina. I suoi
familiari affermano che il loro congiunto non aveva alcuna
patologia pregressa.
Stop alle visite. Sono rimasti tutti con fiori e
cioccolatini in mano. Parenti e amici di neomamme e gestanti si
sono trovati la porta «sbarrata» sia in Clinica che in Divisione
ostetrica. Martedì sera hanno atteso come sempre la «loro ora», ma
i sessanta minuti, dalle 19 alle 20, destinati alle visite sono
stati cancellati.
Sul cartello che riporta l’orario d’ingresso ai reparti di degenza
per amici e eparenti è comparsa una striscia di nastro adesivo
bianco. Visite annullate nel timore che con rose e cotillons entri
anche il virus della nuova influenza. Semaforo verde solo per papà
e fratellini con più di 12 anni. «Nessun ostracismo -commenta il
direttore sanitario Giampietro Rupolo- ma solo una forma di
protezione nei confronti delle nostre pazienti, dal momento che i
sani più a rischio sono proprio le donne incinte». Il provvedimento
resterà in vigore fino a che non cesserà l’allerta influenza A. Via
libera negli altri reparti eccezion fatta per le aree destinate
agli immunodepressi, per le quali però già esiste un filtro agli
ingressi.
Nuovo ricovero. Sono saliti a 12 i pazienti che per
sconfiggere la nuova influenza hanno dovuto far ricorso alle cure
ospedaliere: sette bambini (nessuno in condizioni preoccupanti) e
cinque adulti. Due di loro sono ricoverati nell’unità operativa di
Malattie infettive, due in Rianimazione (ancora in prognosi
riservata) e l’ultimo arrivato, ieri pomeriggio, era ancora in
Pneumologia. La direzione sanitaria ha reso noto che il paziente,
classe 1969, era affetto da una patologia pregressa.
Era sano. Secondo i familiari dell’uomo di 52 anni
ricoverato lunedì nel reparto diretto da Carlo Ori l’aggravamento è
arrivato all’improvviso: «Il nostro congiunto ha prima avvisato la
guardia medica per quella che sembrava una banale influenza. Poi la
situazione è precipitata: prima il ricovero al Sant’Antonio, poi in
via Giustiniani. E’ stato un fulmine a ciel sereno, prima era
sano».
(12 novembre 2009)