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sabato 20.03.2010 ore 02.07
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Niente visite alle mamme Clinica e Ostetricia si difendono dal virus

S’allunga la lista dei malati, ricoverato quarantenne Padova: 12 casi significativi, di cui 7 bimbi (non gravi)
Mentre Divisione e Clinica ostetrica cercano di impedire con le unghie e con i denti l’ingresso in corsia dell’influenza A, l’Asl è costretta ad aprire le porte al terzo paziente «impegnativo» contagiato dal virus A/H1N1. E’ un padovano di 40 anni, con problemi cardio-respiratori e polmonari. Forse dovrà essere rianimato.

Ieri era ancora ricoverato nell’unità operativa di Pneumologia, ma potrebbe essere già stato trasferito in Rianimazione. Qui da lunedì è ricoverato anche un cinquantaduenne colpito dalle complicazioni polmonari che può portare con sè il virus della suina. I suoi familiari affermano che il loro congiunto non aveva alcuna patologia pregressa.

Stop alle visite.
Sono rimasti tutti con fiori e cioccolatini in mano. Parenti e amici di neomamme e gestanti si sono trovati la porta «sbarrata» sia in Clinica che in Divisione ostetrica. Martedì sera hanno atteso come sempre la «loro ora», ma i sessanta minuti, dalle 19 alle 20, destinati alle visite sono stati cancellati.

Sul cartello che riporta l’orario d’ingresso ai reparti di degenza per amici e eparenti è comparsa una striscia di nastro adesivo bianco. Visite annullate nel timore che con rose e cotillons entri anche il virus della nuova influenza. Semaforo verde solo per papà e fratellini con più di 12 anni. «Nessun ostracismo -commenta il direttore sanitario Giampietro Rupolo- ma solo una forma di protezione nei confronti delle nostre pazienti, dal momento che i sani più a rischio sono proprio le donne incinte». Il provvedimento resterà in vigore fino a che non cesserà l’allerta influenza A. Via libera negli altri reparti eccezion fatta per le aree destinate agli immunodepressi, per le quali però già esiste un filtro agli ingressi.

Nuovo ricovero.
Sono saliti a 12 i pazienti che per sconfiggere la nuova influenza hanno dovuto far ricorso alle cure ospedaliere: sette bambini (nessuno in condizioni preoccupanti) e cinque adulti. Due di loro sono ricoverati nell’unità operativa di Malattie infettive, due in Rianimazione (ancora in prognosi riservata) e l’ultimo arrivato, ieri pomeriggio, era ancora in Pneumologia. La direzione sanitaria ha reso noto che il paziente, classe 1969, era affetto da una patologia pregressa.

Era sano.
Secondo i familiari dell’uomo di 52 anni ricoverato lunedì nel reparto diretto da Carlo Ori l’aggravamento è arrivato all’improvviso: «Il nostro congiunto ha prima avvisato la guardia medica per quella che sembrava una banale influenza. Poi la situazione è precipitata: prima il ricovero al Sant’Antonio, poi in via Giustiniani. E’ stato un fulmine a ciel sereno, prima era sano».
(12 novembre 2009)
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