Nasce a Padova l'inchiesta a fumetti sulla strage di piazza Fontana
Quarant'anni dopo la bomba alla Banca nazionale dell'agricoltura, che causò 17 morti e 90 feriti, il libro scritto da Francesco Barilli e disegnato da Matteo Fenoglio è la ricostruzione lucida e documentata di indagini e processi
di Nicolò Menniti-Ippolito
Si può raccontare la strage; si possono descrivere bombe,
detonatori, trame; si possono interpretare testimonianze e silenzi.
Eppure finora qualcosa mancava ancora, perché la strage di Piazza
Fontana, e quel che ne è seguito, non era mai stata mostrata, e i
personaggi coinvolti erano comparsi solo nei tribunali, nelle
interviste, mai in azione. E' di pochi giorni fa la notizia che
Marco Tullio Giordana girerà un film sulla storia cominciata con
l'esplosione di 40 anni fa. Ma i primi a tradurre in immagini
quello che, secondo molti, è stato l'inizio della strategia della
tensione e quindi anche del terrorismo, sono stati quelli di Becco
Giallo, la casa editrice trevigiano-padovana specializzata
nell'editoria a fumetti. Piazza Fontana (pp. 180, euro 16,00) è
stato scritto da Francesco Barilli e disegnato da Matteo Fenoglio
ed è la ricostruzione lucida e documentata di indagini e processi,
finiti nel 2005 ancora con un punto interrogativo.
SFOGLIA Il
fumetto
«La scelta di occuparci di Piazza Fontana - raccontano Guido
Ostanel e Federico Zaghis, i due giovani direttori editoriali di
Becco Giallo - è nata dalla voglia di mettere ordine in una storia
intricata, soprattutto per quei ragazzi che ne hanno sentito
parlare ma non sanno cosa realmente sia successo quarant'anni fa».
Mettendo mano al progetto, però, si sono subito accorti che di
chiaro nella storia ancora oggi c'è ben poco. «Non ci aspettavamo -
raccontano - di dover fare un libro così ampio, anche così
complesso, andando a sentire ancora una volta i testimoni,
chiedendo agli avvocati di parte civile cosa si potesse dire in
modo chiaro e indubitabile e cosa invece no». E per questo il
lavoro è stato affidato Francesco Barilli, giornalista e
sceneggiatore, nato a Selvazzano Dentro, esperto di stragi e di
storie di violenza politica.
FOTO Le
strisce
Una vera e propria indagine a fumetti, insomma, che se non apporta
scoperte eclatanti, contribuisce a mettere in luce alcuni
particolari. «Nel testo a fumetti - dicono gli editori - sono
confluite in parte anche le interviste, per esempio quella a
Francesca Dendena, che è la figlia di uno dei morti nella strage.
Ma la cosa nuova crediamo sia l'aver aggiunto le immagini a questa
storia. Una cosa è sapere che l'esplosivo era in una borsa, altra
cosa, anche sul piano emotivo, è il dettaglio sulla borsa prima che
esploda. Una cosa è sapere delle trame, altra cosa è vedere
l'incontro all'Hotel Parco dei Principi tra servizi segreti,
politici, militanti di estrema destra».
Del resto questo è il credo da cui nasce l'idea dei fumetti
d'inchiesta che, come dimostra Piazza Fontana, non è un sottogenere
dell'inchiesta giornalistica, ma un genere nuovo e ricco di
potenzialità, perché unisce la sintesi ad una capacità di andare in
profondità. Basti pensare al Freda raccontato da Barilli e
Fenoglio, insieme esaltato e lucido, strafottente e freddamente
compocomposto. Oppure ad un personaggio minore come Fortunato
Zinni, l'impiegato della Banca Nazionale dell'Agricoltura che si
salvò perché chiamato al piano superiore pochi minuti prima della
strage, e che diventa nel racconta quasi il coro dolente,
l'immagine attonita di quei cittadini che non possono credere a
quel che è successo e poi alla connivenza di settori dello Stato. E
poi c'è ovviamente molto Veneto, inevitabilmente per una storia che
in periodi diversi ha coinvolto Padova, Treviso, Mestre. «Anche
questo - dicono Guido Ostanel e Federico Zaghis - ci interessava
raccontare: l'ambiguo ruolo di cerniera svolto dal Nordest in tutta
questa storia».
Il 12 dicembre 1969 una bomba scoppia nel salone della
Banca nazionale dell'agricoltura, in piazza Fontana a Milano,
causando 17 morti e 90 feriti, quarant'anni dopo inchieste e
processi non hanno portato alla condanna di alcun colpevole:
commenta, manda la tua opinione
(11 dicembre 2009)